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SORESINA

'Un Parlamento grottesco'

Don Piccinelli: ma questi chi li ha mandati a Roma?

'Un Parlamento grottesco'

Don Angelo Piccinelli

SORESINA — Le riflessioni del parroco don Angelo Piccinelli non smettono di incuriosire. Questa volta sono i politici italiani a finire sul calendario settimanale, confrontati dal sacerdote con la figura di Alcide De Gasperi, del quale si è ricordato l’anniversario di morte proprio nei giorni scorsi (19 agosto 1954). «De Gasperi — scrive il parroco sul bollettino — è un modello sempre attuale per chi intende la politica a servizio del bene comune, e la vive come ‘carità in atto’».
Riferendosi al panorama politico nazionale il parroco non usa mezzi termini. «Lo ‘spettacolo’ è insopportabile: mi riferisco allo scenario, indecente, che i mezzi della comunicazione ci inviano dall’aula del Senato e dalla Camera dei deputati. La grossolanità verbale nel dibattito politico, la volgarità dei gesti, la trivialità degli atteggiamenti, la violenza fisica, che non risparmia pugni e calci all’indirizzo di onorevoli colleghi e colleghe, l’arroganza spudorata verso i massimi rappresentanti delle istituzioni nazionali, trasformano il nostro Parlamento in un teatrino grottesco e inguardabile».
Nessun riferimento però alla politica locale: «La mia è una riflessione a livello nazionale, senza nessun riferimento alle amministrazioni di Soresina, attuale e precedenti». Citando il ‘Fontamara’ di Ignazio Silone prosegue dicendo che i «cafoni da lui descritti, paragonati ai politici nazionali, sono signori delle buone maniere».
Secondo Piccinelli i «teatrini» ai quali si assiste disonorano non solo i politici stessi «ma anche me, e la mia patria, l’Italia. Ma questi... chi li ha mandati a Roma? Chi rappresentano? Inorridisco al pensiero che, proprio a loro, compete legiferare contro la violenza delle tifoserie sportive negli stadi o contro il bullismo nelle scuole. Con quale credibilità? Con quale autorevolezza? Da cittadino comune, subisco amareggiato l’intemperanza sguaiata di senatori e deputati infantili, arrabbiati e rancorosi, scurrili nel linguaggio e dozzinali nel pensiero. Dove sono andati a finire l’intelligente provocazione all’avversario politico unita al sacro rispetto per il collega parlamentare? Il confronto delle idee indissolubilmente legato all’esercizio del dialogo? La misura delle parole suffragata dalla forza degli argomenti?»

26 Agosto 2014

Commenti all'articolo

  • koglione

    2014/08/26 - 12:12

    quelli in cui il parlamento era frequentato da gente come Andreotti, De Mita, Craxi ecc.ecc. Mai un eccesso, sottovoce, piano piano, ci ungevano per bene per poi ....ZAC!!! questi sono i personaggi che rimpiange Don? Emerito Koglione.

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  • Stefano

    2014/08/26 - 11:11

    è la prima volta nella mia vita in cui apprezzo le parole di un prete...

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