il network

Venerdì 09 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CASTELVETRO PIACENTINO

Crisi, saracinesche giù

Dal centro Verbena ai portici Croce, l'ultima vittima è l'outlet Filodoro

Crisi, saracinesche giù

Negozi chiusi a Castelvetro

CASTELVETRO — Saracinesche abbassate, vetrine vuote, cartelli con le scritte ‘vendesi’ o ‘affittasi’. Da sempre vocato al commercio, il paese della Bassa Piacentina negli ultimi tempi sta subendo più che mai gli effetti della crisi economica e basta fare un giro lungo le strade del territorio per rendersene conto. A cessare l’attività per ultimo è stato l’outlet Filodoro lungo l’ex statale Padana Inferiore, nell’area esterna del centro commerciale.

Passando nella galleria dello stesso Verbena è impossibile non notare i pannelli con la scritta ‘Prossima apertura’, a simboleggiare la chiusura di altri quattro punti vendita. Ulteriori vetrate vuote si incontrano a Mezzano, così come a Croce dove ad esempio i locali sotto i portici a lato del semaforo sono rimasti deserti.

Secondo il sindaco Luca Quintavalla questa costante ‘moria’ di negozi è legata ad una situazione generale di crisi dei consumi, ma a suo avviso Castelvetro sta anche pagando le conseguenze di scelte sbagliate del passato: «Va sicuramente premesso che nelle nostre condizioni ci sono tutti i paesi. Il Pil non cresce, i consumi sono a zero ed è inevitabile che ci siano chiusure, o meglio un costante turnover come ad esempio sta avvenendo al Verbena. Ho incontrato il direttore del centro nei giorni scorsi e so che stanno anche cercando di abbassare gli affitti».

Riguardo i lotti commerciali vicini al semaforo di Croce, però, Quintavalla ricorda che quando era all’opposizione aveva suggerito scelte differenti: «La nostra idea era quella di rilevare l’immobile, insieme all’ex Croce Bianca, e di riqualificare quell’area dal punto di vista viabilistico. Abbiamo sempre sostenuto che era sbagliato puntare solo ed esclusivamente sulla vocazione commerciale, soprattutto in un paese che risulta già saturo sotto questo punto di vista. Infatti, ad esempio, eravamo contrari ad un nuovo centro commerciale nell’area ex Chimoil».

Ricette per risollevare il settore sono difficili da trovare, ma il Comune sta comunque cercando di ideare iniziative in grado di richiamare persone in paese, come ad esempio la prima ‘Sagra dello scalogno’. «E poi non dimentichiamo — conclude Quintavalla — che restano attività commerciali molto fiorenti e che qualche nuova apertura c’è stata (ad esempio la ‘Bottega del caffè’ nell’area ‘Riviera Po’, ndr). Infine, a Castelvetro c’è anche un settore che indubbiamente è in crescita: l’agroalimentare».

25 Agosto 2014

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000