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Venerdì 09 Dicembre 2016

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CREMONA

Dirigenti comunali, ecco le buste paga

Per i compensi speso più di un milione e mezzo

Dirigenti comunali, ecco le buste paga

Palazzo comunale

CREMONA - Più di 1 milione e mezzo di euro. A tanto ammontano, complessivamente, i compensi (annui lordi) percepiti dai 17 dirigenti in forza al Comune nel 2013. La busta paga è composta da tre voci: stipendio tabellare, indennità di posizione (ruolo ricoperto e grado di responsabilità) e retribuzione di risultato (obiettivi raggiunti). Per alcuni c’è un quarto capitolo, anche se meno remunerativo: ‘Altro’. In base alla legge, gli enti pubblici devono pubblicare gli emolumenti dei loro manager e così, anche per quanto riguarda l’anno scorso, ha fatto il Comune di Cremona. L’elenco messo in rete va rivisto per diversi motivi: il contratto a tempo determinato di quattro dirigenti (Silvia Toninelli, Marco Masserdotti, Fabio Germanà Ballarino, Enrico Bresciani) è scaduto; una, Ivana Jotta, è andata in pensione; un’altra, Annamaria Santucci de Magistris, la raggiungerà in autunno. Va anche ricordato che i dirigenti comunali, in linea con la spending review attuata dall’ente nei vari settori, si erano ridotti il fondo con cui pagare i loro compensi.
All’interno della somma totale elargita (per la precisione, 1.590.369 euro), 666.288 se ne vanno per l’indennità di posizione e 138.740 per i ‘premi’, distribuiti proporzionalmente alle ‘pagelline’, i voti dati dal Nucleo indipendente di valutazione, con la benedizione della giunta (a cui spetta l'ultima parola) alle prestazioni dei dirigenti. In testa, considerando lo stipendio nel suo insieme, ci sono, come del resto nel passato, con poco più di 141 mila euro, il direttore generale Massimo Placchi (che, in coincidenza con l’insediamento dell’amministrazione Galimberti, è tornato in Provincia) e, con poco meno di 130 mila euro, il segretario generale Pasquale Criscuolo, la cui conferma viene data per certa. Sopra quota 100 mila euro – e anche questa non è una novità – Marco Pagliarini (Lavori pubblici), Maurilio Segalini (Risorse umane) e Paolo Viani (Risorse economiche). Poi, gli altri.
Come detto, con l’avvento della giunta Galimberti la struttura comunale è stata riorganizzata. Il riassetto si traduce in tre dirigenti e quattro ‘quadri’ in meno. Per un risparmio complessivo, avevano rimarcato il sindaco e l'assessore alle Risorse Maurizio Manzi illustrando il piano, di 471 mila euro, che salgono a 558 mila sommati alla minor spesa per il numero di assessori (da nove a sette) e la rinuncia (dieci per cento) dell’indennità del primo cittadino e (cinque per cento mediamente) di quella dei componenti della sua squadra. Entrando nel dettaglio, la ‘rivoluzione’, ricalcando la geografia ridisegnata delle deleghe assessorili, passa attraverso cinque aree che fanno capo a Criscuolo, Viani, Pagliarini ed Eugenia Grossi. I loro colleghi sono Segalini, Lamberto Ghilardi, Tania Secchi, Mario Vescovi, Maurizia Quaglia, Ruggero Carletti e de Magistris.


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