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CREMONA

Per l'emergenza immigrazione in campo la 'Manfredini'

Si parla di un impiego della caserma, ma la prefettura non conferma

Per l'emergenza immigrazione in campo la 'Manfredini'

La caserma Manfredini in via Bissolati

CREMONA - Ci sarebbe anche la ‘Manfredini’, chiusa nel settembre 2011, tra le caserme dove smistare e ospitare temporaneamente la nuova ondata di immigrati in fuga dalla povertà e dalla guerra che, stando alle previsioni, nelle prossime settimane attraverseranno il Mediterraneo per raggiungere Lampedusa e le altre coste italiane. Il condizionale, come si dice in questi casi, sull’immenso stabile di via Bissolati (una superficie di 25 mila metri quadrati circa) è d’obbligo.

Dalla Prefettura si sottolinea che al momento non è stata ricevuta nessuna comunicazione ufficiale in questo senso. E’ alla Lombardia che il governo chiederà lo sforzo maggiore per rispondere all’emergenza in avvicinamento. Per fronteggiare i nuovi sbarchi si rischia di arrivare ad oltre 6 mila migranti nella nostra regione, 5 mila in Campania, 4 mila nel Lazio e in Piemonte.

Uno dei punti chiave del piano predisposto dal ministero degli Interni e da Alfano è il ricorso alle caserme. E’ in questo contesto che rientrerebbe il possibile impiego della ‘Manfredini’. Il complesso e l’area sono di proprietà del demanio militare e sembra che non sia ancora avvenuto il passaggio al demanio civile. La precedente amministrazione comunale ha chiesto all’Agenzia del demanio , nel novembre 2013, di entrare in possesso dell’edificio ma la stessa Agenzia ha fatto presente che fra gli immobili disponibili e messi sul mercato non figurava l’ex convento. L’ipotesi di un suo possibile impiego per accogliere i migranti sembra aver perso quota, stando alle voci che rimbalzano da Roma, nelle ultime ore e la prefettura fa sapere di non aver ricevuto al momento nessuna comunicazione ufficiale sulla caserma.

Toni simili dall’amministrazione comunale: il vicesindaco Maura Ruggeri è stata, giovedì 31 luglio, a Roma, per partecipazione a una commissione dell’Anci sull’immigrazione e non ha avuto alcuna informativa in materia. Pur con queste precisazioni, si è vociferato dell’ipotesi. I dubbi sulla ‘riconversione’, per quanto provvisoria, dell’immobile sono molti. E così forti da equivalere, messi tutti insieme, a un no, anche se non ancora messo nero su bianco. Le perplessità riguardano sia il presente che il futuro. La caserma sorge a ridosso del centro ed è un edificio architettonicamente di pregio. Ultimo ma non ultimo, la giunta (sia la precedente che la attuale) ha altri progetti su quegli spazi e vede bene la concentrazione dietro le alte mura di via Bissolati di diverse amministrazioni statali, dalla questura ai carabinieri, i cui uffici sono ora disseminati in città.  La ‘cittadella della sicurezza’ di cui si parla da qualche tempo. 

La caserma è un ex convento che venne fondato nel 1494 da quattro suore Agostiniane (due piacentine e due veneziane che acquistarono la casa dal conte Covo, allora uno dei palazzi più belli di Cremona, con la facciata principale sulla contrada del Cannone, circondato da un ampio giardino. Dal chiostro interno, arricchito da medaglioni in cotto, si andava al chiostro esterno. Il 19 giugno 1798 le suore abbandonarono il convento dell’Annunciata e si rifugiarono a santa Monica. Nel 1875 il Comune chiese al ministero della Guerra di ospitare un reggimento d’artiglieria. Nell’estate del 1878 la caserma ospitò dieci batteria d’artiglieria che facevano parte del Secondo Corpo d’armata. Intanto partirono altri lavori, compreso l’ampliamento del grande cortile. L’immobile venne poi intitolato al tenente d'artiglieria Maizio Manfredini, caduto nella guerra d'Eritrea. Nel 1976 divenne sede del Quarto Reggimento Artiglieria Missili Contraerei.

02 Agosto 2014

Commenti all'articolo

  • DAVIDE

    2014/08/03 - 14:02

    Abbiamo una vasto edificio di pregio in zona semicentrale, ideale comeconformazione per ospitare a zero costo per lo Stato, quindi noi =(la Questura paga affitto a privati!, in modo razionale tutte le forze dell'ordine cittadine. L'installarvi dei profughi significa: - perdere per sempre quella razionalizzazione e rivalorizzazione (mai credere alle sistemazioni provvisorie, insegna l'esperienza) - avere l'immobile semidistrutto (vedere quello che è successo altrove) e trasformato in ricettacolo di refurtiva (invito i buonisti a guardare con attenzione il materiale che gira, per esempio, alla casa dell'accoglienza) e luogo si spaccio. Attenzione!

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