il network

Mercoledì 07 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


PARMA. ALLA CASA DELLA MUSICA

Ospite d'onore una viola di Girolamo Amati del 1625

Il suono del prezioso strumento è stato registrato nell'ambito di un progetto di studio

Ospite d'onore una viola di Girolamo Amati del 1625

Il violista Stefano Marcocchi

PARMA - Un ospite davvero d’onore è stato quello che la Casa della Musica ha accolto tra le sue antiche mura questa mattina (giovedì 31 luglio) con tutto il rispetto e l’attenzione che si devono a una nobilissima signora che ha poco meno di quattro secoli di vita: stiamo parlando della magnifica viola firmata nel 1625 da Girolamo Amati, uno dei più grandi esponenti della gloriosa scuola liuteristica italiana.

Il bellissimo strumento, che costituisce uno dei più preziosi tesori della Galleria Estense di Modena, è attualmente sottoposto, su sollecitazione del direttore della Galleria modenese, Davide Gasparotto, a un approfondito studio storico e scientifico condotto dai liutai Scrollavezza e Zanré; studio simile, ma in questo caso ancor più tecnologicamente avanzato, a quello da loro svolto in occasione della mostra dedicata agli strumenti di Guadagnini e ospitata nella nostra Galleria Nazionale nel 2011.

La loro ricerca sarà pubblicata in una monografia dedicata a questo raro strumento che sarà stampata nel prossimo autunno. Così come in occasione della precedente mostra dedicata agli strumenti di Guadagnini, la Casa della Musica è stata coinvolta in questo progetto e così questa mattina (giovedì 31 luglio) il noto violista Stefano Marcocchi ha suonato questo magnifico strumento di Girolamo Amati (che attualmente ha una montatura che risale al 1790) nell’Auditorium dell’Istituzione di piazzale San Francesco: il suono della preziosa viola è stato “catturato”, a cura di Fons Adriaensen, dalle apparecchiature di registrazione di cui è dotata la Casa della Musica, per essere sottoposto a quelle accurate indagini sonore i cui risultati compariranno nello studio di prossima pubblicazione.

“Uno strumento dal suono molto dolce - ha dichiarato il musicista, che nel corso di questa audizione tutta speciale ha eseguito musiche di Domenico Gabrielli e del pavese-parmigiano Alessandro Rolla - che non ricerca la potenza ma la qualità del timbro, e che non a caso è stato definito “una gemma ancora da tagliare”. Uno strumento davvero esemplare di questo aureo periodo della grande liuteria italiana.

31 Luglio 2014

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000