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CREMONA

Un altro ragazzino rapinato in città

Un 15enne cremonese affrontato da tre coetanei stranieri, si allunga l'ombra della baby gang

Un altro ragazzino rapinato in città

L'area esterna del centro San Zeno dov'è avvenuta la rapina

CREMONA - Un’altra rapina: nella tarda serata di venerdì 25 luglio, proprio di fronte all’ingresso del San Zeno, un quindicenne studente cremonese che stava uscendo dal centro sportivo, per tornare a casa dopo una festa con gli amici, è stato circondato da altri tre ragazzini, minacciato e poi derubato del cellulare, un i-Phone. Senza scampo, non fosse altro che per essersi ritrovato solo contro tre, non ha avuto margini di difesa: ha lasciato che il telefonino gli venisse strappato dalle mani. E così facendo, probabilmente ha evitato di peggio, scongiurando il rischio reale, e fin troppo facilmente intuibile, di venire magari pestato. Indaga la polizia, alla quale la vittima dell’incursione, con il padre a fianco, ha presentato denuncia sabato mattina

Inchiesta aperta con la consapevolezza, già in partenza, di dover compiere accertamenti non su un colpo senza precedenti ma, invece, sul secondo assalto di quel tipo dopo quello di giovedì 17. Due raid fotocopia nel giro di nemmeno dieci giorni. Ravvicinati e contraddistinti da evidenti affinità: stesso posto — il quartiere Sant’Ambrogio, nella parte compresa fra le ultime case, la strada che porta al sottopasso della tangenziale e il cimitero —, stessa ora — fra le undici e mezza e la mezzanotte — e anche identica dinamica, con tre giovanissimi, sicuramente stranieri, che aggrediscono coetanei italiani (uno stavolta, due nel primo caso) e puntano ai telefoni di ultima generazione, piuttosto che ai soldi o alle biciclette, con spregiudicatezza da banditi consumati.

Tante analogie. Troppe per non ipotizzare l’azione dello stesso gruppo e perché non si allunghi l’ombra inquietante della baby-gang. Combacia perfettamente, stando almeno alle indiscrezioni filtrate, anche la descrizione del terzetto che si è mosso a volto scoperto nel buio: sarebbero tutti immigrati — uno di colore — nonostante il perfetto italiano utilizzato in entrambi i blitz, non avrebbero più di 16, 17 anni e uno dei tre avrebbe i capelli lunghi, raccolti in una coda solo parzialmente nascosta dal cappellino con visiera portato al contrario. Unica differenza: stavolta non c’è stata violenza mentre i cugini finiti nel mirino per primi, nel tragitto che stavano compiendo in sella alle mountain-bike dal centro alla loro abitazione del Boschetto, erano stati strattonati, spintonati e, uno, schiaffeggiato.

Può essere solo un caso, però. Verosimilmente determinato dal fatto che due settimane fa c’era stata una reazione, prima della consegna di venti euro e di una bici, e stavolta no. Correttamente, con buon senso e prudenza, non ha nemmeno provato a resistere al furto, il 15enne: «Mio figlio — spiega il papà — se li è trovati di fronte alla fine del vialetto del San Zeno, ancora dentro la pertinenza del centro, dove probabilmente quei tre sono entrati scavalcando la recinzione oppure approfittando della folla che c’era per la festa».

Sono spuntati dal nulla in un momento in cui non c’era nessuno. Come avessero studiato un piano. E hanno preteso subito il cellulare: ‘Devi darci l’i-Phone, devi darci l’i-Phone’ hanno intimato due volte. E’ bastato. Per intascare un modello della Apple che finirà probabilmente a costo ribassato sul mercato nero e per provocare nuova paura. Poi la fuga. Ancora vincente. Da bulli.

26 Luglio 2014

Commenti all'articolo

  • They

    2014/07/28 - 06:06

    Nicola la tua iniziativa è lodevole ma fai attenzione che stai parlando di stranieri che sanno di poter fare quello che vogliono compreso denunciarti per averli offesi e tu, essendo italiano, rischi guai seri. Come era bella l'Italia 20 anni fa, rimpiango i vari dittatori dell'est europeo che conoscevano i loro sudditi e se li tenevano a casa loro.

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  • Giorgio

    2014/07/27 - 18:06

    tagliare le mani, solo cosi' non si ruba piu'

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  • NICOLA

    2014/07/27 - 11:11

    C'è qualche volenteroso che vorrebbe unirsi a me per organizzare un gruppo di incontro che avvicini questi giovani autori delle marachelle in questione?? Sarebbe necessario capire il disagio, le problematiche che spingono questi amici ospiti a comportarsi in modo così scorretto. Sarebbe utile sondare le esigenze di questi multietnici aggregati e la necessità che li spinge a manifestarci in modo così bizzarro il bagaglio di cultura e tradizioni, il modus vivendi e la voglia di integrazione che li contraddistingue ....tutto questo prima di sbriciolargli le ossa a randellate!!!

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