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CREMONA E PROVINCIA

Caccia alle nutrie, arriva l'ok del Senato

Il provvedimento approvato venerdì 25 luglio, ora deve passare alla Camera

Caccia alle nutrie, arriva l'ok del Senato

Due esemplari di nutria

CREMONA - La nutria è una ‘specie nociva’. Se prima era il buon senso a farlo intuire adesso è la legge a stabilirlo: venerdì 25 luglio il Senato ha infatti approvato la legge presentata dal sottosegretario cremonese alle Riforme e ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti. Un passo decisivo alla ‘eradicazione’ di questa specie che crea danni incalcolabili al sistema di difesa idraulico, alla flora e alla fauna tipica della Pianura Padana, all’agricoltura, senza contare i pericoli per la circolazione stradale e i relativi danni alle auto.

Da ‘specie nociva’ la nutria potrà essere cacciata tutto l’anno, un sistema che in Inghilterra ha dato risultati definitivi. Anche in questo caso la nutria era stata importata per allevamento, e poi si era moltiplicata fino ma diventare un flagello. Anche in Gran Bretagna le polemiche si erano sprecate, ma alla fine anche i più convinti animalisti si sono dovuti convincere che le nutrie rappresentavano un pericolo per l’ecosistema. Una legge che mette fine anche all’opposizione delle associazione animaliste che in questi anni con ricorsi su ricorsi al Tar hanno bloccato le ordinanze dei sindaci che con squadre di cacciatori hanno tentato di arginare il problema. Con la legge approvata, insomma, se confermata alla Camera, si aprono nuovi scenari. Molto soddisfatto il sottosegretario Pizzetti, che da tempo segue questo problema. Il parlamentare spiega la filosofia del decreto legge Competitività, e poi entra nel merito della norma-antinutrie.

«Sviluppo dell’agricoltura, sicurezza alimentare e tutela ambientale, sostegno alle imprese e al lavoro dei giovani: sono alcune delle misure presenti nel decreto-legge Competitività che oggi ha incassato il voto di fiducia al Senato — spiega Pizzetti — . Nel testo, fra le altre misure di tutela ambientale (alcune in attuazione di direttive comunitarie), compare anche la tanto attesa norma che consente l’eradicazione delle specie alloctone, in particolare nel caso delle nutrie, le cui colonie hanno proliferato in modo incontrollato causando forti danni ai terreni e all’ambiente a partire dagli anni Novanta. L’emendamento, voluto e sostenuto presso i Ministeri competenti consente di derubricare le nutrie dalle specie protette, comparandole ad altre la cui soppressione non comporta nessuna particolare autorizzazione.

Il provvedimento — spiega il sottosegretario — mira a colmare il vuoto normativo che non prevedeva nessuna forma di tutela del territorio a difesa dai danni provocati dall’inserimento delle nutrie, una specie non autoctona e il cui numero di esemplari è in costante crescita. Le conseguenze dal punto di vista idrogeologico, agricolo e per la sicurezza stradale sono ormai diventate insostenibili in molte aree dell’Italia centro-settentrionale, i cui residenti non avevano fino a oggi alcuna possibilità per organizzare un contrasto sistematico contro le nutrie di concerto con le istituzioni locali. Infatti, la legge 157 del 1992, che detta le Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio, elenca le specie che sono oggetto di protezione ma anche quelle che ne sono escluse essendo ritenute dannose, tra le quali non risultavano le nutrie, essendosi diffuse in un periodo successivo alla promulgazione del provvedimento».

26 Luglio 2014

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