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SONCINO

Estirpato il fico ‘del granduca’

La pianta minacciava la Torre civica dove trovò la morte Ezzelino da Romano

Estirpato il fico ‘del granduca’

Davide Rozza ha estirpato la pianta

SONCINO — Il ‘granduca’ di Soncino Francesco Pedretti piange i suoi fichi medioevali. Giovedì 24 luglio nella prima mattinata, l’operatore Davide Rozza dell’impresa edile di coperture Moroni di Ticengo, con l’impiego di una grande braccio meccanico lungo 50 metri e montato su un grosso camion, è salito fino al castello campanario della Torre Civica di Soncino, alto più di 40 metri, per provvedere all’estirpazione della pianta di fichi che minacciava la sicurezza del manufatto sul lato meridionale dello storico monumento realizzato attorno all’anno Mille. 
Alla torre è legata la leggenda della morte del tiranno Ezzelino da Romano, catturato dalla cavalleria soncinese nella battaglia di Cassano d’Adda e poi spirato in seguito alle ferite riportate in battaglia nelle segrete del palazzo pretorio, attiguo alla Torre Civica, il 25 settembre del 1259. Da allora, per volere del podestà Buoso Dovara, il suono della campana, settimanalmente, ricorda la morte del tiranno come un monito a tutti i nemici della libertà e della pace. Il sindaco Francesco Pedretti, nel suo ultimo anno di mandato, cullava il sogno di cogliere i fichi di Ezzelino. I soncinesi più maliziosi avevano così interpretato la decisione del primo cittadino di chiudere l’accesso alla torre dall’ufficio tecnico comunale per ragioni di sicurezza legate al degrado della scala in legno che porta al castello campanario della torre da dove era possibile cogliere i fichi. La pianta era germogliata tra gli interstizi del manufatto in cotto, probabilmente a causa degli uccelli che ne avevano trasportato i semi.
Nel giro di un paio d’anni la pianta di fico era diventata rigogliosa e carica di frutti. Ma la crescita dell’apparato aereo e delle radici poteva creare a breve problemi per la sicurezza del vano dove sono ospitate le grosse campane in bronzo di una delle torri medioevali più significative della Lombardia. Così, giovedì mattina, Davide Rozza ha provveduto a recidere il tronco e i rami del fico. Non solo: per evitare una possibile ripresa della pianta ha provveduto a cospargere un potente diserbo a lento rilascio. Il sindaco Pedretti non ha avuto il coraggio di guardare i suoi fichi nel cestello della gru, ormai prossimi ad essere maturi.

24 Luglio 2014

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