il network

Sabato 10 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


TRIGOLO

Muore 14enne in bici investito da un furgone

Il ragazzino di Castelleone si stava allenando con tre amici

Muore 14enne in bici investito da un furgone

Il luogo dell'incidente

TRIGOLO — L’allenamento con gli amici si trasforma in una tragedia. Alessandro Maggi, 14enne di Castelleone, giovane ciclista della Imbalplast di Soncino, è morto giovedì 24 luglio travolto e ucciso da un furgone lungo la provinciale Trigolo-Fiesco. Quando è stato investito, il ragazzo era già a terra. Pochi istanti prima, era rimasto coinvolto in una caduta insieme ai compagni di squadra; il conducente del Ducato, un 21enne di Sospiro, se l’è trovato davanti all’improvviso e nonostante una brusca sterzata, che l’ha fatto finire fuori strada, non è riuscito a evitarlo.

L’incidente si è verificato in prossimità della casa di riposo ‘Milanesi-Frosi’ e il primo a prestare soccorso, pochi minuti dopo l’impatto, è stato un medico della struttura. Tutto inutile: il 14enne è morto sul colpo. La dinamica dello schianto, avvenuto appena prima delle 11, è al vaglio degli agenti della polizia stradale di Pizzighettone e Crema.

Stando a una prima ricostruzione, sembra che i quattro ciclisti della società soncinese viaggiassero in direzione Fiesco preceduti dal pulmino della squadra, che in uscita da via Canevari pare abbia rallentato. I ragazzi, che procedevano a coppie di due, a loro volta hanno frenato per evitare di tamponarlo, ma avrebbero finito per urtarsi tra di loro. Tre sono caduti nell’erba, o comunque sul ciglio della strada, e se la sono cavata con lievi escoriazioni, mentre Alessandro è stato sbalzato al centro della carreggiata. Proprio mentre in direzione opposta passava il furgone, che dopo averlo centrato è finito lungo un’aiuola e ha travolto un paio di cartelli.

Il conducente del Ducato, i tre compagni di squadra di Maggi e il direttore sportivo della Imbalplast che guidava il pulmino (il 72enne A.T.) sono finiti in ospedale. Tutti sotto choc. Sulla scena dell’incidente è rimasto solo il corpo del 14enne castelleonese, steso sull’asfalto umido, accanto al caschetto. Quando gli agenti della Polstrada, guidati dal comandante provinciale Federica Deledda, hanno esaminato la sua bici, l’hanno trovata pressoché intatta. Il furgone ha investito soltanto il ragazzo, la cui unica sfortuna è stata quella di cadere nel posto sbagliato al momento sbagliato. La provinciale fra Trigolo e Fiesco è rimasta chiusa per quasi quattro ore; della viabilità se ne sono occupati gli agenti della polizia locale di Castelleone.

La famiglia Maggi era già stata segnata da un'altra tragedia. Estate 2003: a Castelleone c’è una donna, Marleny Gonzalez, malata di leucemia in attesa di trapianto di midollo. L’unica donatrice compatibile è la sorella, che però vive in Colombia. La burocrazia italiana rallenta le operazioni d’imbarco e Marleny, nel frattempo, muore. A soli 37 anni. Lasciando un marito, Tiziano Maggi, una figlia adolescente, Beatriz, e due gemellini di tre anni, Alessandro e Vittoria. Undici anni dopo, la vita di quella stessa famiglia viene sconvolta da una nuova tragedia. Il destino si porta via Alessandro: dei tre figli, sicuramente il più allegro e solare. Appassionato di bici così come Vittoria (a sua volta iscritta a una società ciclistica), frequentava l’oratorio e ogni estate partecipava al campeggio al mare con gli altri adolescenti del paese. Non quest’anno, però. Dopo gli esami di terza media (superati), aveva deciso di dedicarsi anima e corpo alla sua bici. Non gli mancavano altre distrazioni  (era da poco approdato su Facebook) ma la sua vita era sui pedali. E sui pedali gli è stata tolta.

La data dei funerali non è ancora stata fissata. L’autopsia non dovrebbe essere eseguita, e quindi tutto lascia pensare che il rito delle esequie possa essere celebrato sabato 26. 

25 Luglio 2014

Commenti all'articolo

  • FABRIZIO

    2014/07/27 - 01:01

    Trovo singolare l'opinione del signor Paolo che scrive (cito testualmente): "Prima di dire che l'impatto non poteva essere evitato il giornalista doveva attendere la ricostruzione dei fatti da parte degli organi di polizia" salvo poi, con lungimiranza e sicurezza, affermare che (sempre citazione testuale): "... il gruppo di ciclisti era visibile". Senza entrare nel merito della considerazione del signor Paolo (saranno stati visibili i ciclisti dietro ad un pullmino?) gli chiedo: "Perchè parlare o scrivere prima di essere a conoscenza della ricostruzione dei fatti da parte degli organi di polizia?" Ciò che è accaduto è un fatto molto triste che ha sì, fatto perdere la vita ad Alessandro, ma che fa e farà sentire il peso infinito della sua drammaticità anche addosso a chi forse (attendiamo la ricostruzione dei fatti da parte degli organi di polizia) tutto questo non l'avrebbe mai voluto. Fabrizio.

    Rispondi

  • SABRINA

    2014/07/25 - 14:02

    sono una ragazza cristiana che ho accettato gesu nella mia vita l anno scorso e grazie a dio sto vivendo una vita diversa da quella che conducevo prima e voi direte cosa centra questo con la tragedia che e capito ? io vi dico centra!!!! GESU' puo' colmare i nostri cuori dalla sofferenza mettendo pace gioia amore invocando il suo nome si puo' essere salvati guariti .... lui puo' ogni cosa chi crede in dio la sua vita sara migliore il mondo non offre nulla di buono GESU' VI AMA ....voglio dire a questo padre che preghero' per lui e la sua famiglia che possa dio mettere la pace nei vostri cuori dio vi benedica

    Rispondi

  • FABRIZIO

    2014/07/25 - 08:08

    Sono un papà qualsiasi di questo pianeta. non conosco il papà di Alessandro, ma lo abbraccio fortissimo, cosi come abbraccio fortissimo tutti i papà quando perdono il loro figlio .... non c'è nient'altro di peggio al mondo. le mie piu vive condoglianze a tutti i familiari. coraggio e fatevi forza, se ci riuscite ... vi sono vicinissimo!

    Rispondi

  • Paolo

    2014/07/25 - 08:08

    Egregio Direttore nella profonda tristezza che provoca la morte di un quattordicanne, mi permetta qualche considerazione ed una critica. Il punto del sinistro si trova in centro abitato, strada rettilinea con il limite di 50 km/h, nei pressi di una casa di riposo, il gruppo di ciclisti era visibile. Prima di dire che l'impatto non poteva essere evitato il giornalista doveva attendere la ricostruzione dei fatti da parte degli organi di polizia. Purtroppo gli articoli riguardanti gli incidenti stradali del suo giornale tendono spesso a privilegiare la fatalità e non la responsabilità. Paolo

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000