il network

Martedì 17 Ottobre 2017

Altre notizie da questa sezione

Tempolibero

Blog


CREMONA

La mal'aria resta da emergenza

La città fra le peggiori d'Italia

La mal'aria resta da emergenza

Protesta organizzata a Cremona nel 2012

CREMONA - Ammesso ce ne fosse bisogno, l’ennesima, ormai quasi consueta, certificazione della pessima qualità dell’aria a Cremona è arrivata ieri, di nuovo confermata nel rapporto dell’Istat sull’ambiente urbano.

All’ombra del Torrazzo, si respira veleno: nell’anno si è sforata già 28 volte la media annua per le polveri ammessa dalla legge e così il territorio si ritrova nell’elenco delle peggiori con Milano, Monza, Brescia, Benevento, Torino, Mantova, Padova, Vicenza e Venezia. Particolarmente critico, nel panorama nazionale, lo scenario di Torino, dove le polveri sottili hanno sforato i limiti per 126 giorni nel solo 2013. Eppure, un miglioramento generale è in corso, anche grazie ad iniziative come bike e car sharing che contagiano sempre più centri e che stanno prendendo piede anche qui. Però pregiudicate, o almeno limitate nel loro effetto benefico, dal progressivo calo di utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, con i bus, nello specifico, considerati sempre meno come alternativa sostenibile all’auto.

Secondo l’istituto, intanto, nel 2013 si sono ridotti i tassi di motorizzazione nei capoluoghi di provincia: 613,2 autovetture e 132,7 motocicli ogni mille abitanti (rispettivamente meno 0,9 e meno 0,6 per cento nel confronto con il 2012. Continuano a crescere, invece, le quote di autovetture euro 4 o superiori e motocicli euro 3 (i veicoli meno inquinanti) che rappresentano rispettivamente il 53 e il 37,8 per cento del parco circolante nei capoluoghi. «La densità veicolare — spiega l’Istat — è scesa da 721,7 a 715,3 veicoli per km2 di superficie comunale». In questa classifica prevalgono Napoli (6.033,6 veicoli/km2), Torino (5.363,9) e Milano (5.205,0), mentre le densità più basse (meno di 100 veicoli per km2) si trovano a Enna e, in Sardegna, a Tempio Pausania, Lanusei, Sanluri, Villacidro e Iglesias». Capitolo ciclabili: Cremona ha una rete adeguata ed è fra i 36 capoluoghi, dei 116 esaminati, che dispongono di almeno 34 chilometri di piste. Conclusione: nonostante i numeri positivi, restano molte — troppe — le realtà con livelli di inquinamento atmosferico ancora elevati al punto da essere preoccupanti. La ‘top ten’ della mal’aria: Torino prima con 126 sforamenti, seguita da Napoli (120), Frosinone (112), Alessandria (92), Salerno (90), Vercelli (86), Brescia (83), Milano (81), Parma (80), Asti e Verona (79). Sette le grandi città dove non si verificano superamenti per un numero di giorni superiore alla soglia fissata dall’Unione Europea a tutela della salute.

23 Luglio 2014

Commenti all'articolo

  • Cittá Giurassica

    2014/07/24 - 18:06

    Con l'inceneritore e Arvedi cosa si pensava di respirare? Aria Trentina?

    Rispondi

  • jenny

    2014/07/24 - 15:03

    Non usare piu' veicoli con motore a combustione: sono loro che emettono i gas tossici per il 90%. Però se nessuno va piu' in auto lo Stato perde un notevole introito con le accise sulla benzina (e simili), se non si vendono auto nuove viene a mancare una quota notevole di IVA e di tasse di immatricolazione, e se uno rinuncia all'auto non paga piu' la tassa di proprietà. E, peggio ancora, non paga piu' le multe !!! Io comincerei a tassare quei disgraziati che invece di usare l'auto vanno con la bicicletta elettrica e non pagano niente.....

    Rispondi