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AL BOSCHETTO

Due ragazzini schiaffeggiati e rapinati da tre coetanei: via soldi e bici

Stranieri gli aggressori, indaga l'Arma

Due ragazzini schiaffeggiati e rapinati da tre coetanei: via soldi e bici

Sulla rapina indaga l'Arma

CREMONA - Tornavano a casa, al Boschetto, dopo la serata trascorsa in centro con gli amici. E stavano chiacchierando tranquillamente fra loro quando, lungo la striscia di ciclabile che costeggia il centro sportivo San Zeno conducendo poi al sottopasso che si incunea sotto la tangenziale, sono stati affrontati da un gruppo di tre ragazzi, apparentemente coetanei e di sicuro stranieri.

Mancavano venti minuti a mezzanotte e per due cugini di 15 e 16 anni, cremonesi, è iniziata la paura: circondati, prima minacciati e poi spintonati e schiaffeggiati, sono stati derubati di venti euro e di una delle biciclette, una mountain bike anche piuttosto costosa. Rapina. A tutti gli effetti, se le indagini in corso dovessero confermare la testimonianza resa dalle vittime.

E’ stata consumata giovedì 17 luglio e adesso indagano i carabinieri. A loro è stata presentata denuncia e loro, sin qui prudenti nel mantenere il più stretto riserbo considerando, da una parte, la delicatezza di una vicenda che coinvolge minori e, dall’altra, l’esigenza investigativa di muoversi senza suscitare ulteriori preoccupazioni, compiono accertamenti serrati nel tentativo di fare chiarezza su quella che molto somiglia, per dinamica dell’azione ed età dei protagonisti, alla più classica delle scorribande da baby gang. Proveranno a chiudere il cerchio rapidamente, i militari. Ma non sarà semplice visto che, almeno per il momento, i soli elementi su cui possono contare sono una descrizione sommaria della banda, fornita da chi è si è ritrovato spalle al muro, e l’impressione, sempre maturata dai parenti finiti nel mirino, che fosse composta da nordafricani, marocchini forse.

A destare timori, al netto di qualche aspetto ancora da definire, l’atteggiamento particolarmente determinato: «Erano in bici anche quei tre e ci hanno bloccati tagliandoci la strada dopo averci superato — hanno rivelato i ragazzini all’Arma —: abbiamo provato a difenderci». Fino allo schiaffo. E alla scelta, indotta dal terrore, di consegnare tutto quello che gli era stato intimato di dare. Preteso. Da giovani spregiudicati.

23 Luglio 2014

Commenti all'articolo

  • They

    2014/07/24 - 08:08

    Sono stranieri e minorenni quindi non rischiano nulla, inutile indagare.

    Rispondi

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