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CREMONA

Dai Frati di via Brescia un pasto quotidiano a chi è in difficoltà

Al convento generoso contributo del Capsicum Club

Dai Frati di via Brescia un pasto quotidiano a chi è in difficoltà

Ginetto Dusi e padre Attilio

CREMONA - Mercoledì 23 luglio è l'ultimo giorno per la distribuzione settimanale di pacchi viveri alle oltre ottanta famiglie che bussano alle porte del convento dei Frati Minori Cappuccini di via Brescia 48. Ma la solidarietà, meglio la carità, dei frati non va affatto in ferie: da lunedì 4 agosto infatti, dal lunedì al sabato, a mezzogiorno, verranno messi a tavola un centinaio di persone e famiglie che non ce la fanno e che attualmente si rivolgono alle Cucine Benefiche.

Sarà un mese intenso, perché i bisogni crescono e la crisi non consente a tanti di arrivare a fine mese e di mettere insieme il pranzo con la cena. Lo scorso anno ci sono state punte di 120 commensali: italiani, immigrati, famiglie, giovani e anziani. Non hanno mandato indietro nessuno, il pranzo è stato regolarmente servito dai frati e dai volontari, con l’aggiunta di alcuni studenti milanesi che si stavano preparando alla professione religiosa.

Padre Attilio Defendenti, il superiore, simpatico, sorridente e disponibile, chiarisce, con disarmante semplicità, che hanno fatto fronte alle spese per l’acquisto dei viveri grazie alla Provvidenza. E provvidenziale è stato il generoso contributo che il Capsicum Club Annum di Cremona ha destinato ai Frati. La consegna è avvenuta nel primo pomeriggio di martedì 22 luglio da parte di Ginetto Dusi, componente del consiglio direttivo, che era accompagnato da Anna Minelli, che è anche generosa ed infaticabile volontaria del convento. Padre Attilio, per l’occasione, ha mostrato i ‘tesori’ del convento, che sono poi l’orto e la vigna, i frati ricavano circa 300 litri di vino all’anno, tra bianco e nero. «Ma di scarsa qualità, dato il terreno, e lo usiamo alle mensa, per la messa non va bene».

Pomodori grossi, arrivano ad un chilo e 400 grammi, ma anche zafferano, e questa è una rarità. Gli ‘ortolani’ sono padre Matteo (89 anni) e padre Costanzo. Non manca una piccola ‘grotta’ con l'immagine della Madonna, che confina con il muro del convento, dove si affacciano alcune case, francamente non belle. Padre Attilio commenta: «Sono le persone che fanno belle le case».

23 Luglio 2014

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