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Venerdì 09 Dicembre 2016

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CREMONA

'Via l'isola pedonale'

Alla riscossa i commercianti di corso Garibaldi

'Via l'isola pedonale'

L'isola pedonale di corso Garibaldi

CREMONA - Incassi e fatturati in calo (anche del 20-30 per cento su base annua). Negozi chiusi e vetrine impolverate. Canoni di locazione salati che pesano come macigni a fronte di introiti ogni mese più impalpabili. Tra i commercianti di corso Garibaldi — a poco meno di un anno dallo stop alle auto, scattato il 15 luglio 2013 tra l’incrocio con via Villa Glori e corso Campi — la voglia di invertire la rotta è palese.

Durante la recente campagna elettorale ci sono tanti contatti, a più riprese, con Gianluca Galimberti e adesso che la squadra del nuovo sindaco è composta, le aspettative crescono quasi ora dopo ora. Decine di negozianti si augurano che ancor prima che scocchi un anno dal blocco alle auto arrivi un segnale importante in controtendenza.

«In uno degli incontri è stato registrato l’impegno di Galimberti ad affrontare, al più presto, questa partita. Adesso — spiega Piergiorgio Di Cataldo, titolare dell’edicola all’incrocio con via Milazzo — aspettiamo i fatti».

Secondo Franca Segalini, titolare della cartoleria ‘Sogni di carta’, quel che conta adesso «è compiere una valutazione precisa, oggettiva, di quel che è accaduto e che accade sul corso», che in questi ultimi dieci anni ha pagato un pegno, secondo molti troppo elevato, dovuto anche alla sequela di grandi lavori sui sottoservizi. Tra 27 giorni scoccherà il primo anno del blocco alle auto e per quella data tanti negozianti si augurano di vedermutare lo scenario.

«Da parte nostra — prosegue Segalini — c’è la massima disponibilità a confrontarci con la nuova amministrazione. Quella precedente ha dato per scontate troppe cose senza verificarle. Non ci hanno mai tenuto nella giusta considerazione quando abbiamo chiesto che si tornasse sui passi compiuti e si facesse uno sforzo per capire perché questa chiusura, questa soluzione sterile, non ha funzionato. Se con la precedente amministrazione è mancato il dialogo, con Galimberti abbiamo parlato: non ha promesso nulla ma ci ha detto che nell’ottica di una revisione di tutta la viabilità ci sarà un confronto; si affronterà il nodo del corso, cercando una soluzione che si riverberi in maniera positiva anche sulle strade limitrofe. Non ci aspettiamo miracoli ma una soluzione efficace, un modello da applicare anche ad altre zone della città. Siamo disposti alla massima collaborazione».

I dubbi sull’assetto attuale sono stati rinnovati ieri da altri due commercianti: uno opera subito all’esterno dell’area pedonale, il titolare dell’edicola davanti a Sant’Agata, Andrea Carotti, l’altra nel cuore della zona vietata alle auto, Silvia Ugatti, del negozio di telefonia cellula Tim. «Confermo il giudizio negativo espresso mesi fa. Si può ache pensare di chiudere una strada importate come corso Garibaldi, ma questo intervento deve essere pianificato con criterio. Qui ci si è limitati a chiudere la strada senza approntare i parcheggi necessari, spacciando per arredo urbano due fioriere». «Se le cose sei mesi fa andavano male, adesso sono precipitate. la situazione è devastante. C’è da augurarsi che si cambi rotta presto», dice Ugatti.

Il neo sindaco ha delineato il percorso. «Le deleghe non sono state ancora assegnate ma abbiamo già iniziato a lavorare sulla programmazione culturale annuale, che è uno degli aspetti fondamentali per il rilancio del centro e anche di corso Garibaldi. Gli assessori al centro urbano e alla mobilità — spiega Galimberti — hanno dal sindaco l’indicazione di priorità proprio su corso Garibaldi. Una volta assunte le deleghe prenderanno sicuramente in mano la partita, coinvolgendo commercianti e residenti. Abbiamo ance iniziato ad analizzare i conti per capire entro quali vincoli rendere concreti progetti».

17 Giugno 2014

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