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Torchio, quando l'abito non fa il monaco

In tuta e scarpe da ginnastica, nel 2008 quando era presidente della Provincia, è stato travolto da uno scooter. Nel corso della causa contro l'Ina Assitalia, il giudice ha stabilito che ha subito un infortunio "durante lo svolgimento delle funzioni inerenti la sua specifica carica"

Torchio, quando l'abito non fa il monaco

Giuseppe Torchio

CREMONA - Non devono trarre in inganno la tuta e le scarpe da ginnastica indossate da Giuseppe Torchio il 7 febbraio del 2008, quando alle otto e venti del mattino, tra via Persico e via Porcellasco, venne travolto da uno scooter e finì in ospedale in condizioni serie. Quella mattina Torchio, all’epoca presidente della Provincia, non stava facendo jogging, ma subì un infortunio "durante lo svolgimento delle funzioni inerenti la sua specifica carica", perché si era appena recato a due appuntamenti per discutere di questioni di interesse dell’ente che rappresentava: in un caso la realizzazione di una pista ciclabile a favore della Provincia, nell’altro le sorti del laboratorio di tecnologie della riproduzione di via Porcellasco, diretto dallo scienziato Cesare Galli. Per questo motivo, l’Ina Assitalia (ora Generali Italia spa) adesso dovrà rendere operativa la polizza assicurativa stipulata con la Provincia in relazione all’incidente.

Lo ha stabilito il giudice Andrea Milesi che nella causa civile promossa da Torchio contro l’assicurazione, ha inoltre condannato quest’ultima sia a risarcire il danno patito dall’ex presidente della Provincia, "da liquidarsi secondo la procedura indicata nel contratto di assicurazione" sia alle spese di giudizio sostenute da Torchio, liquidate in 5mila euro (402,83 euro per spese vive e 4.650 euro per compensi) più gli accessori di legge. Come ha evidenziato il giudice Milesi nelle sei pagine di motivazione della sentenza con cui ha accolto le argomentazioni dell’avvocato Soldi, nel corso dell’istruttoria, attraversi l’avvocato Marco Soldi, Torchio ha fornito la prova che quella mattina non era in giro per affari personali

Osserva il giudice: "Ed infatti, al di là dell’abbigliamento che il Presidente della Provincia indossava al momento del sinistro e delle affermazioni contenute negli articoli di giornale relativi all’incidente, (entrambi non determinanti ai fini del decidere, poiché, da una parte, non necessariamente lo svolgimento di attività istituzionali presuppone un abbigliamento specifico e, dall’altra, i giornalisti sentiti nel corso della causa hanno affermato di aver riportato solo circostanze che erano state riferite loro da terze persone), le dichiarazioni dei testimoni hanno pienamente confermato che quella mattina" Torchio "si era recato da entrambi per discutere di questioni di interesse dell’ente dallo stesso rappresentato, ed in entrambi i casi in qualità di presidente dell’ente, e non per meri affari personali o a titolo diverso da quello appena indicato".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

26 Marzo 2014

Commenti all'articolo

  • pierluigi

    2014/04/07 - 16:04

    Il politico sa sempre come fare cassa, il fatto che non si vergagnano.

    Rispondi

  • pierluigi

    2014/04/07 - 16:04

    Finchè ci saranno personaggi come Torchio i giovani non troveranno mai spazio. Perché i politici non vanno mai in pensione?

    Rispondi

  • franco

    2014/03/27 - 13:01

    Un politico è come un sacerdote, anche quando si toglie l'abito di rappresentanza resta comunque in servizio. E forse -dico forse- ha anche il dono dell'infallibilità come il papa.

    Rispondi

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