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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Un altro viaggio da sardine e una ragazza sviene sul treno

Il convoglio per Brescia ancora una volta con due sole carrozze, passeggeri in piedi e stipati già a Robecco

Un altro viaggio da sardine e una ragazza sviene sul treno

Calca sul treno per Brescia

CREMONA - Il giorno dopo le proteste e il malore di un passeggero a causa della calca il treno per Brescia, martedì, è partito da Cremona con una carozza in più (tre invece di due), ma già da mercoledì i vagoni sono tornati ad essere soltanto due. E venerdì mattina una ragazza ha avuto un calo di pressione alle porte della città della Leonessa. Una situazione che sta diventando insostenibile.

Monta la rabbia dei pendolari, della quale si fa portavoce Roberto Mariani (Coordinamento viaggiatori della linea Cremona-Brescia). "Intendo lamentare, anche stamattina (25 ottobre), l'assegnazione di un treno di sole due carrozze per effettuare la corsa delle 7.23 Cremona - Brescia (reg. 5224). Già a partire dalla stazione di Robecco/Pontevico (terza stazione su sette) i viaggiatori sono stati costretti a viaggiare in piedi. Preoccupato più che sulle discutibili condizioni di viaggio, manifesto i miei timori sull'incolumità delle persone costrette a viaggiare per lunghi tratti in piedi ed ammassate in spazi angusti. Lunedì 21 ottobre una persona di mezza età ha avuto un principio di svenimento (era con me in piedi nello spazio di apertura delle porte stipato insieme ad una ventina di persone). Anche stamattina alle porte di Brescia una ragazza ha avuto un calo di pressione. L'abbiamo fatta distendere, alzando le gambe, facendole aria il più possibile, in considerazione della ressa presente sulla prima carrozza. Arrivati a Brescia non si era ancora completamente ripresa. Usciti i viaggiatori, abbiamo allertato il capotreno che nel frattempo ci ha assistito. Dopo una decina di minuti, senza bisogno dell'intervento del 118, è riuscita a rialzarsi, prudenzialmente accompagnata da una compagna di università". Mariani lancia po l'ennesimo appello a Trenord. "Non ritenete che sia arrivato il momento di un deciso intervento migliorativo e rispettoso della dignità delle persone che quotidianamente prendono il treno? Attendo una vostra precisa risposta (non la solita frase di rito!) con l'indicazione delle misure che intendete mettere in atto per garantire un viaggio dignitoso".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

25 Ottobre 2013

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