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Sabato 10 Dicembre 2016

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ASSALTO ALLA COLATA CONTINUA

'Aspettavano il compenso per il contributo dato alla rapina'

'Aspettavano il compenso per il contributo dato alla rapina'

CREMONA - Stavano ancora aspettando il compenso per il loro contributo dato alla rapina nella ex Colata Continua messa a segno nella notte tra il 3 e il 4 marzo. Le tre guardie giurate arrestate dai carabinieri: Angelo Del Vecchio (56 anni) di Milano, Alessandro Saletti (45 anni) Piacenza e Francesco Scaratti (61 anni) di Senna Lodigiana.

Nelle cinque pagine di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Guido Salvini si ricostruisce la notte dell’assalto e viene smentita la versione dei fatti resa dai vigilantes attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza, i tabulati telefonici e le telefonate intercorse tra i telefoni in uso a Del Vecchio e a una persona non identificata.

Le manette sono scattate perché dalle intercettazioni è emerso che le tre guardie giurate “avrebbero progettato di andare a cercare gli autori materiali del colpo o le persone con loro in contatto al fine di ottenere anche con la forza quella parte del compenso della rapina che loro spetterebbe. Tale situazione, che comporta anche pericoli per i vari soggetti coinvolti, ha imposto di procedere senza ritardo all’emissione dell’emissione della misura cautelare”.

Per il gip Salvini sussiste il pericolo di inquinamento delle prove perché “non sono ancora stati identificati gli autori della rapina e i soggetti che precedentemente ad essa hanno avvicinato e si sono tenuti in contatto con le tre guardie giurate. Queste ultime certamente conoscono identità di alcuni di loro”.

Nella ordinanza il gip osserva come sussista anche il pericolo di fuga nei confronti di Alessandro Saletti. “Pericolo concreto di fuga, posto che dalle intercettazioni telefoniche emerge la sua intenzione di lasciare il territorio nazionale per trasferirsi con la moglie in Brasile dove intende aprire un’attività economica. In particolare, dalle conversazioni intercettate si ricava che il predetto ha programmato di recarsi presso il consolato brasiliano per ottenere la documentazione necessaria”.

Infine vi  anche il rischio di pericolo di reiterazione del reato. “In proposito occorre considerare che ci si trova la cospetto di una azione delittuosa non improvvisata né occasionale, bensì caratterizzata da un discreto grado di professionalità (si pensi all’utilizzo di 5 motrici per trasportare i rimorchi, all’uso di utenze telefoniche intestate a persone inesistenti, alla messa in scena dell’immobilizzazione delle guardie, all’oscuramento delle telecamere) e commessa da numeorsi soggetti in concorso tra loro (al furto hanno necessariamente partecipato, oltre alle guardie giurate, almeno altre 5 persone capaci di agganciare un rimorchio ad una motrice e di condurre un auto articolato)”. Per Salvini “i tre indagati sono in contatto con ambienti criminali di un certo spessore e il fatto di essere guardie giurate li mette nelle condizioni di poter in futuro agevolare la commissione di ulteriori delitti dello stesso tipo”

Infine Salvini evidenzia che “sotto il profilo della pericolosità sociale occorre pure considerare che Saletti e Scaratti hanno falsamente denunciato di essere stati rapinati delle loro pistole di ordinanza e che pertanto tali pistole sono detenute clandestinamente o da loro stessi o da loro complici oda terzi soggetti cui sono state cedute e che , in ogni caso, si tratta di armi che possono essere comodamente utilizzate per compiere azioni criminose”.

Circa Del vecchio , nell’ordinanza si scrive che quest’ultimo “ha svolto un ruolo centrale della vicenda, è colui che tiene contatti con il resto della banda e ha riportato vari precedenti penali, tra cui uno per minaccia  lesioni personali, indicativi di una condotta di vita irregolare”.

05 Giugno 2013

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