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LA STORIA

Senza lavoro, addio alla casa. Da nonni tornano dai genitori

L'amara vicenda di due 60enni cremonesi. Si amano ma non hanno un tetto: entrambi dalle madri ultraottantenni

Senza lavoro, addio alla casa. Da nonni tornano dai genitori

L'esterno del palazzo in cui hanno sede i Servizi sociale del Comune di Cremona

CREMONA - Si vogliono bene, sono insieme da una vita e hanno una figlia che li ha resi nonni. Ma la crisi economica ha portato via il lavoro a entrambi e per entrambi la pensione è ancora di là da venire. Morale: neanche un euro da portare a casa per pagare un affitto, per mangiare, per il minimo. Così hanno dovuto dire addio a un tetto tutto loro. Lui è tornato a casa dalla madre, ultraottantenne, una pensioncina per tirare avanti. Lei a casa dalla madre, anche lei ottuagenaria, anche lei vedova e con una pensione che non è certo da ricchi. E’ l’incredibile storia di due nonni cremonesi che tornano a vivere dai genitori (e non per una separazione né dissidi coniugali) quella che va in scena in città da circa un anno e mezzo. Una vicenda che illustra quali esiti devastanti può produrre, anche su persone normali, gente che ha sempre lavorato e fatto la loro parte, la crisi economica che è iniziata nel 2008 ma che a Cremona ha fatto sentire i suoi effetti nell'ultimo quadriennio. A portare alla luce l’amara condizione della coppia è stato nelle scorse ore Claudio Demicheli, l’ex assessore comunale da tempo un punto di riferimento per le tante, troppe persone che vanno incontro a una caduta, spesso scaturita dalla perdita del lavoro ma anche, come in questo caso, da un welfare comunale ridotto all’osso e dalla difficoltà che incontra chi ha sempre lavorato a chiedere aiuto, perché la dignità di una vita non si cancella in una mattinata.

23 Marzo 2016

Commenti all'articolo

  • mariella

    2016/03/25 - 09:09

    I figli non devono pagare le colpe dei genitori( vedi ministra Boschi) piuttosto a chi riceve pensioni da nababbi dovrebbe lo Stato togliere quello che ricevono senza avere pagato nulla e ce ne sono tantissimi. Ma si sa in Italia vige la legge: quello che hai acquisito (anche illegalmente) non si puo' togliere e i poveri stanno a guardare..............e sperare che i pochi onesti rimangano onesti.

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  • They

    2016/03/25 - 06:06

    Fossero "immigrati" avrebbero vitto e alloggio assicurato senza tanta burocrazia

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  • gianfranco

    2016/03/24 - 21:09

    caro demicheli, exxx assessore a caccia di XXXXXXXX, li trovi sempre tu i casi disperati come te. questi signori sono due sessantenni come me, e come me hanno lavorato tutta la vita, a questo punto io mi domando? come mai se per quarantanni hanno lavorato in due non sono riusciti a garantirsi un minimo di sicurezza per il futuro? la fortuna è cieca ma la sfiga a volte ce la cerchiamo.

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  • koglione

    2016/03/24 - 10:10

    se hanno lavorato almeno 20 anni avranno diritto, credo a 67 anni, ad una pensione, hanno un credito verso l' INPS e verso lo Stato, domanda: è così difficile stipulare una convenzione con un Ente non Vampiro che eroghi il 70% della futura pensione in rate mensili? al raggiungimento dell' età prevista dalla legge Fornero avranno modo di restituire quanto avuto in anticipo ad un tasso di interesse etico ed umano. Se, invece, dovranno aspettare che la politica nazionale risolva i loro problemi allora meglio darsi all' alcool, non hanno una lira dopo che hanno sperperato per acquisire consenso e voti, vedi 80 euro ed altro. Senatore Pizzetti, lei, una volta, non era comunista? crede che la ministra Boschi sia interessata a questi problemi o che abbia MOLTO altro a cui pensare? un salutone.

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