il network

Giovedì 08 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

Tenta di uccidersi in cella
Una guardia lo salva in extremis

Il Sappe: l’ennesimo evento critico accaduto nel carcere di Cremona è sintomatico di quali e quanti disagi caratterizzano la quotidianità penitenziaria

Tenta di uccidersi in cellaUna guardia lo salva in extremis

Il carcere di Cremona Cà del Ferro

CREMONA - Proprio in questi giorni il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE aveva diffuso i numeri delle criticità penitenziari della Lombardia. Ieri, martedì 15 marzo, un detenuto romeno, in isolamento nel carcere di Cremona e con fine pena 2017, ha tentato di uccidersi impiccandosi nella sua cella ma è stato salvato dal tempestivo intervento dell’Agente di Polizia Penitenziaria in servizio.

"Il gesto non è stato consumato per il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari. Soltanto grazie all'intervento provvidenziale dell'Agente di sezione si è evitato che l'estremo gesto avesse conseguenze. L’ennesimo evento critico accaduto nel carcere di Cremona è sintomatico di quali e quanti disagi caratterizzano la quotidianità penitenziaria", denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Capece sarà nel carcere di Cremona giovedì 17 marzo per una visita nella struttura detentiva, dove incontrerà anche i giornalisti di stampa e tv. Di seguito, presiederà il XX Consiglio Regionale del SAPPE Lombardia, presso la Sala Eventi del Comune.

“Mi preoccupa questo nuovo grave episodio nel carcere di Cremona, che è quello della Lombardia con il più alto numero di tentati suicidi tra i detenuti della Regione. Abbiamo in più occasioni segnalato al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma le significative disfunzioni e inconvenienti che riflettono sulla sicurezza e sulla operatività della Casa Circondariale di Cremona e del personale di Polizia Penitenziaria che vi lavora con professionalità, abnegazione e umanità nonostante una grave carenza di organico ma una organizzazione del lavoro assolutamente precaria e fatiscente, legata anche al fatto che non vi è un direttore titolare ma uno in missione da altro istituto, per altro con significate spese di bilancio. Direttore e Comandante di Reparto non sono evidentemente adeguatamente stimoli professionalmente. Tutto questo, a parere del SAPPE, conferma con chiarezza come la gestione e l’organizzazione della Casa Circondariale di Cremona sono decisamente deficitarie per cui occorre che le Autorità ministeriali intervengano con la massima sollecitudine, con una ispezione interna e con l’assegnazione di un Direttore in pianta stabile”, prosegue Capece.

 “Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere - come a Cremona - con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici”, conclude il segretario regionale lombardo del SAPPE, Alfonso Greco. “Ma non si può e non si deve ritardare ulteriormente la necessità di adottare urgenti provvedimenti: non si può pensare che la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri lombarde e del Paese (oggi affollate comunque da quasi 53mila detenuti) sia lasciata solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia, sotto organico di 7mila unità e penalizzati dalla Legge di stabilità 2016 che ha bocciato l’assunzione straordinari di 800 nuovi Agenti”.

 

16 Marzo 2016

Commenti all'articolo

  • They

    2016/03/17 - 06:06

    Cominciamo con il far scontare le pene nei paesi di cittadinanza, almeno per i detenuti comunitari

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000