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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CREMONA

Giorno della memoria, ricordati allo Zini
gli sportivi morti per la libertà

Giorno della memoria, ricordati allo Zinigli sportivi morti per la libertà

CREMONA - Le note del violoncellista Andrea Nocerino hanno aperto la cerimonia, tenutasi questa mattina allo stadio Zini, in omaggio a tutti gli sportivi che, durante il secondo conflitto mondiale, hanno affrontato con coraggio e coerenza quei momenti drammatici pagando spesso con la vita la conquista della libertà. Sono stati infatti ben 70mila i deportati, di cui 220 gli atleti di alto livello.

A conclusione della settimana nella quale è stato celebrato il “Giorno della Memoria”, il Panathlon Club e il Comune di Cremona hanno voluto organizzare questa iniziativa in un luogo altamente simbolico: presso la lapide che, proprio all'interno dello stadio Zini, ricorda il calciatore della Cremonese Vittorio Staccione, morto a Gusen-Mauthausen nel 1945, deportato in quel campo di concentramento per le sue idee antifasciste.

Di fronte ai numerosi partecipanti, studenti, rappresentanti del mondo dello sport e delle Associazioni partigiane, il primo intervento è stato quello di Giovanni Radi, presidente del Panthlon Club Cremona, al quale ha fatto seguito quello di Cesare Beltrami, past president del Panthlon Club Cremona. Significativa la presenza di Federico Molinaro, nipote di Vittorio Staccione, che, richiamando l'alta statura morale dello zio, ha raccontato le fasi drammatiche che ne precedettero l'arresto.

L'attore Jim Graziano Maglia ha poi letto alcuni brani riferiti alla vicenda di Arpad Weisz, allenatore di calcio di origine ebraica deportato ad Auschwitz dopo la promulgazione delle leggi razziali, a alla vita travagliata di Johann Trollmann, pugile sinti nella Germania nazista.

A seguire hanno preso la parola Andrea Zagheni, dell'Istituto di Istruzione Superiore “Janello Torriani, che ha parlato a nome degli studenti presenti, Andrea Conti, team manager della Guerino Vanoli Basket, e quindi Oreste Perri, presidente regionale del CONI.

E' intervenuto infine il sindaco Gianluca Galimberti: “Che cosa ci dice Staccione oggi? Ci dice che in quegli anni la coscienza civile di ogni persona si è affievolita e l’altro è stato discriminato. C’era un tarlo che entrava piano piano nella coscienza di ognuno e di una società intera. Qualcuno ha avuto il coraggio di resistere. Oggi agli adulti prima che ai giovani domando: cosa sta succedendo in Europa e a Cremona oggi e che cosa pensa ognuno di noi sul significato dell’altro? Staccione fece resistenza al fatto che l’altro fosse considerato subumano. Dunque, dobbiamo essere duri e anche crudi altrimenti non vale: quello che è capitato allora, pur nel tema della sicurezza, della concretezza e del realismo, sta capitando oggi? Rivolgo questa domanda agli adulti: è molto più difficile rivolgersi a noi stessi perché è al mondo degli adulti che i nostri giovani guardano. E ai ragazzi che hanno tante energie da liberare e che dobbiamo ascoltare, chiedo di porsi questa domanda: per che cosa siete disposti a dare la vostra vita? Io tutti i giorni questa domanda dura la rivolgo a me stesso”.

Al termine della cerimonia, il sindaco Gianluca Galimberti, il presidente del Panathlon Giovanni Radi, accompagnati da tre studenti dell'Istituto di Istruzione Superiore “J. Torriani” e del Liceo “G. Aselli”, hanno deposto un mazzo di fiori alla lapide di Vittorio Staccione, mentre il violoncellista Andrea Nocerino ha eseguito un breve brano musicale.

29 Gennaio 2016

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