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Domenica 04 Dicembre 2016

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CREMONA

I maltrattamenti,
la riappacificazione, l’omicidio
Il dramma di Nadia Guessous

Nella notte fra l'11 e il 12 gennaio la donna è stata strangolata dal marito. Lei voleva lasciarlo

 I maltrattamenti, la riappacificazione, l’omicidioIl  dramma di Nadia Guessous

CREMONA - Aveva subìto frequenti maltrattamenti Nadia Guessous, la donna marocchina di 45 anni strangolata dal marito Saddike Chabli di 58 anni nella notte tra lunedì e ieri nella casa dove abita la famiglia in via Dell’Annona a Cremona. Per più di due anni, dal 2012, il tribunale dei minori di Brescia aveva imposto il divieto di coabitazione col padre delle due figlie Sara e Sofia di 18 e 16 anni. Perciò la madre e le due ragazze si erano trasferite nella casa famiglia di via Bonomelli a Cremona, dove la donna lavorava. Nel marzo dello scorso anno, il giudice ha revocato il divieto di coabitazione a seguito del positivo percorso di riabilitazione dell'uomo che precedentemente beveva e usava violenze psicologiche sulle figlie e anche fisiche sulla moglie. Precedentemente l'uomo lavorava come custode in un allevamento avicolo del Cremonese. Poi perse il lavoro e cominciò a bere. Con l'alcol sono cominciati i guai. Nel 2012 la moglie ha sporto querela alla polizia per maltrattamenti. Il 25 febbraio prossimo, Nadia avrebbe dovuto testimoniare davanti al giudice del tribunale di Cremona Maria Stella Leone. In seguito alla denuncia, Sadikke fu allontanato dalla famiglia. Si è curato per vincere il vizio dell'alcol e c'era riuscito, a giudicare dall'esito dei colloqui con la psicologa, che registravano continui progressi. Le relazioni erano positive perché il marocchino si era disintossicato. Perciò fu dato parere positivo al suo ritorno in famiglia. Ma l'altra notte lui l'ha uccisa. La coppia era in casa sola perché le figlie erano in Marocco dove trascorrevano le vacanze. Domani alle 9.30 in carcere si terrà l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Letizia Platè. 

13 Gennaio 2016

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