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Venerdì 09 Dicembre 2016

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IL FUTURO DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Cremona con Mantova
'matrimonio' con polemiche

Auricchio presidente, addio sede. Dopo l’incontro di martedì tra le due delegazioni si avvia il percorso che porterà alla costituzione del nuovo ente; il voto in gennaio

Cremona con Mantova'matrimonio' con polemiche

Il palazzo della Camera di commercio

CREMONA — L’intesa formale non c’è ancora, ma dopo l’incontro fra le due delegazioni (tenuto martedì nella sede di piazza Stradivari) sembra molto più vicino il previsto ‘matrimonio’ tra le Camere di Commercio di Cremona e Mantova, che si fonderanno in un unico ente con quartier generale nella città virgiliana e presidenza (nel primo mandato) affidata a Gian Domenico Auricchio. Una prospettiva sulla quale le categorie economiche riversano precisazioni, distinguo e polemiche; in attesa di ulteriori confronti e soprattutto del consiglio allargato che entro gennaio dovrà dire l’ultima parola su questa vicenda.

«Abbiamo avviato la trattativa e un lavoro che proseguirà nelle prossime settimane. Tuttavia, sbaglia chi parla di accordo fatto: del resto, la delegazione trattante (insieme ad Auricchio, Biloni per la Libera, Bini di Confesercenti, Cantarelli per Apindustria, Rivoltini di Confartigianato Cremona, Quinto in rappresentanza dei professionisti e Berticelli per Coldiretti, ndr) non aveva il mandato per chiudere, e ci sono questioni rilevanti ancora aperte», precisa il presidente di Camera Commercio Cremona.
A partire da quella della sede centrale, formalmente rivendicata da Mantova almeno per i primi cinque anni («Abbiamo preso atto di questa richiesta, ma è noto che le nostre associazioni vogliono mantenerla a Cremona») e senza ovviamente trascurare il faccia a faccia con Pavia; che verrà calendarizzato a breve pur rappresentando poco più di un pro forma, almeno nella situazione attuale.
Di fatto, chi ha partecipato all’avvio della trattativa con Mantova parla di un clima ‘soddisfacente e costruttivo’; e della volontà di sviluppare insieme un rapporto assolutamente paritetico tra i soci fondatori del nuovo soggetto. Ipotesi che invece non sarebbe stata gradita a Pavia, fautrice di un criterio di rappresentanza legato al ‘peso specifico’ di ciascuna Camera.
Tra i punti qualificanti del possibile accordo — il documento da sottoporre ai rispettivi consigli verrà predisposto in questi giorni dai segretari generali Marco Zanini e Maria Grazia Cappelli — un’accentuata vicinanza alle imprese, il rispetto di specificità e autonomie territoriali, la salvaguardia delle due aziende speciali impegnate sul versante della formazione, il mantenimento della sede di Crema e la valorizzazione in un’ottica extraprovinciale di CremonaFiere.

26 Dicembre 2015

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