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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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CREMONA

Con l'auricolare all'esame della patente
Due casi in pochi giorni, una denuncia

Due extracee nei guai

Con l'auricolare all'esame della patenteDue casi in pochi giorni, una denuncia

CREMONA - Una sostituzione di persona. Un complicato sistema telematico per dotare di auricolare — e di risposte giuste in tempo reale — uno dei candidati. Tutto questo per superare l’esame teorico della patente con la certezza di farla franca anche se non si è preparati. Due vicende che lasciano senza parole quelle portate alla luce nelle scorse ore dalla polizia stradale di Cremona, da anni in prima linea su questo filone. 

Da tempo gli agenti guidati dal vicequestore aggiunto Federica Deledda tengono d’occhio le sedute di esame teorico che si svolgono alla Motorizzazione Civile di via Boschetto. A più riprese, infatti, qualcuno ha cercato di fare il furbo nel corso dei test, che si svolgono sempre il lunedì mattina. Tra ieri e il lunedì della scorsa settimana, gli agenti sono intervenuti due volte. Ieri mattina i poliziotti hanno bloccato il candidato con il supporto elettronico illegale. La settimana prima hanno scoperto e bloccato un giovane che dava l’esame al posto di un altro. I tratti salienti delle due vicende sono stati delineati ieri dal comandante Deledda. Il primo intervento, il 14 dicembre scorso, inizia quando, in fase di verifica sui candidati presenti al test, gli agenti della polstrada capiscono che non c’è ben poco in comune tra il candidato alla patente indicato nelle carte, un ivoriano, e l’uomo che si presenta a suo nome per il test, un ghanese di neanche trent’anni, S.J.. In breve viene a galla che l’uomo pronto a rispondere alla domande non è il candidato (la foto sul documento d’identità non ha nulla a che vedere con quella dell’ivoriano). Poi si viene a sapere che il ghanese parla molto bene l’italiano e che si è già reso protagonista di illeciti analoghi, a Mantova e a Parma. In un caso è stato sorpreso a sostenere, a nome di un altro extracee, il test di lingua italiana previsto per i richiedenti asilo. Anche alla luce dei precedenti, la sua denuncia potrebbe condurre a sviluppi giudiziari pesanti. Ieri mattina gli agenti si sono presentati al test nei locali della Motorizzazione Civile e la loro attenzione è stata attratta da un ivoriano di 26 anni, S.J.. Il giovane ha chiesto le cuffie previste per la traduzione delle domande agli stranieri ed è parso agitato. Così i poliziotti, insospettiti, hanno fatto scattare una verifica. Pochi istanti dopo, sotto la folta chioma dell’extracee è spuntato un auricolare collegato con un dispositivo ‘blue tooth’ a sua volta inserito in un cellulare nascosto in una tasca. Alla lettura delle domande tradotte, qualcuno, chissà dove, era pronto ad ascoltare e a fornire la risposta esatta. Di lì a poco è scattata la denuncia del 26enne. Sono in corso verifiche per individuare il suggeritore.

21 Dicembre 2015

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