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Domenica 11 Dicembre 2016

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SORESINA

Trova e non restituisce una borsa, denunciato
L'uomo è in difficoltà economiche

Cliente del Famila l'aveva persa in coda alla cassa. Un uomo la trova e la porta a casa. Decisivi i filmati acquisiti dai carabinieri, che recuperano soldi ed effetti personali

Trova e non restituisce una borsa, denunciato

Il punto vendita Famila di via IV Novembre

SORESINA — Trova una borsetta all’interno del Famila, e anziché consegnarla al personale del supermercato la nasconde. Aspetta qualche minuto per vedere se qualcuno si presenta a riprenderla, poi si decide, la afferra e la porta via. Gesti e movimenti ripresi dall’impianto di videosorveglianza, le cui immagini, subito visionate dai carabinieri, inchiodano un italiano residente a Soresina alle sue responsabilità.
L’episodio risale all’altro ieri. Nel pomeriggio una donna di mezza età si presenta alla stazione dei militari, tra l’altro vicinissima al punto vendita, per denunciare il furto della propria borsa. Immediatamente gli uomini dell’Arma si dirigono al market, e acquisiscono i filmati delle telecamere. Intuizione decisiva, perché le immagini, in effetti, mostrano tutto. Si vede la soresinese in coda verso la cassa, e si vede la borsa cadere a terra senza che lei se accorga. Particolare che non sfugge a un altro cliente del Famila, un italiano residente in città, che col piede occulta la borsetta in modo da renderla meno visibile. Poi rimane in attesa, forse per vedere se la proprietaria si accorge della dimenticanza, o forse per decidere se ascoltare o meno la propria coscienza. Alla fine sceglie di entrare in azione e dentro trova 360 euro in contanti, le chiavi e i documenti d’identità della sua concittadina. L’uomo, incensurato e con qualche difficoltà economica, a quel punto torna a casa, ma pochi minuti dopo riceve la visita dei carabinieri di Soresina, che iniziano a interrogarlo e, alla fine, lo convincono ad ammettere le proprie colpe.
La vicenda si chiude con la riconsegna di tutta la refurtiva, denaro compreso. Fosse stata una restituzione spontanea, l’uomo avrebbe avuto diritto a una ricompensa. In altri tempi, con ogni probabilità, avrebbe agito diversamente, ma le ristrettezze imposte dalla crisi devono averlo indotto in tentazione. E gli sono costate, oltre agli immaginabili sensi di colpa, anche una denuncia per appropriazione di cose indebite.

31 Ottobre 2015

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