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Domenica 04 Dicembre 2016

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PIZZIGHETTONE

Gang del rame, tutti condannati

Per il colpo da un milione alla Carlo Colombo coi vigilantes complici. Alla sbarra otto tra banditi e guardie giurate incastrati dall’Arma: per sei patteggiamento o rito abbreviato

Gang del rame, tutti condannati

PIZZIGHETTONE — Il furto è storia della notte tra il 3 e il 4 marzo del 2013: una banda di specialisti aveva assaltato la Carlo Colombo e, legate le guardie giurate in servizio, era sparita nel nulla con cinque rimorchi carichi di rame per un valore complessivo di un milione di euro. Colpo grosso. Ma anche anomalo per i carabinieri, che seguendo proprio quelle ‘stranezze’, alla fine di un’indagine lunga tre mesi, avevano arrestato otto persone, i cinque banditi e le tre guardie giurate, ritenuti colpevoli della razzia e della messinscena, dietro compenso, che ne era seguita. Un castello accusatorio accolto, ieri, anche dalla giustizia: in primo grado, davanti al giudice Pio Massa e al pm onorario Barbara Tagliafierro, è arrivata la condanna — o il patteggiamento concordato con il pm onorario Silvia Manfredi — per sei dei coinvolti in quell’incursione. Le due guardie giurate dell’istituto di vigilanza Ivri, il 46enne piacentino di Rottofreno Alessandro Saletti e il 63enne di Senna Lodigiana Francesco Scaratti, hanno scelto la via del patteggiamento: Saletti, difeso dall’avvocato Christine Faticati, ha patteggiato due anni, sei mesi e 800 euro di multa; Scaratti, assistito dall’avvocato Michele Apicella, un anno e dieci mesi con pena sospesa. L’altro vigilantes, Angelo Del Vecchio, 58 anni, milanese residente a Capralba, difeso dal legale Roberta Giubilo, ha patteggiato due anni, sei mesi e 800 euro di multa. Saletti e Scaratti erano anche accusati di ‘simulazione di reato’: erano stati proprio loro due, incalzati dall’Arma che già nutriva sospetti, a riferire di essere stati prima disarmati e poi immobilizzati alle sedie della guardiola, legati con nastro adesivo, da tre malviventi con il volto coperto da passamontagna e con le pistole in pugno. Tutto falso: ricostruzione smentita dagli elementi raccolti dagli investigatori, comprese immagini registrate dalle telecamere ed intercettazioni telefoniche. Hanno patteggiato anche Michael Chiera, 30 anni, bergamasco, e il 28enne Antonio Pinto, tarantino residente a Misano Gera d’Adda: il primo, assistito dall’avvocato Guido Rota, ha patteggiato due anni, due mesi e 600 euro di multa; il secondo, difeso dal legale Andrea Alberti, un anno e dieci mesi con pena sospesa. L’altro membro della gang, il 41enne calabrese Francesco Messina, difeso sempre da Alberti, ha scelto invece di essere giudicato con rito abbreviato ed è stato condannato a tre anni, un mese e dieci giorni di reclusione. Gli ultimi due imputati, il 54enne siciliano Antonino D’Anna e il 38enne calabrese Giuseppe Vita affronteranno il processo, processo durante il quale la Carlo Colombo si è costituita parte civile con l’avvocato Marco Soldi. Cinque degli otto imputati, vale a dire Chiera, D’Anna, Del Vecchio, Pinto e Saletti, dovranno rispondere anche di un altro furto nella stessa industria, l’incursione in cui, nel febbraio del 2013, portarono via 300 chili di rame.

22 Ottobre 2015

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