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Sabato 03 Dicembre 2016

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CREMONA

La Regione agli ambientalisti
"Addio ai vecchi inceneritori"

L'intervento dell'assessore regionale all'Ambiente, Claudia Maria Terzi dopo l’appello delle associazioni contro lo Sblocca Italia

La Regione agli ambientalisti

L'inceneritore di Cremona

CREMONA - I destinatari considerano un punto a loro favore nella battaglia inceneritore sì-inceneritore o le parole del mittente. L’assessore regionale all’Ambiente Claudia Maria Terzi ha risposto alla lettera delle associazioni ambientalisti cremonesi ribadendo che in Lombardia “gli impianti più vecchi e impattanti potranno gradualmente essere dimessi”.

Alla vigilia della Conferenza Stato-Regioni, convocata per discutere lo schema di decreto che prevede l’apertura in Italia di 12 nuovi inceneritori, le sigle della galassia ecologista locale riunire nei giorni scorsi in città (AmbienteScienze, CreaFuturo, Acli, Arci, a Tutto Compost, Andiamo Oltre, Democratici per Cremona, Partecipolis, Legambiente, Italia Nostra, WWF, Medici per l’Ambiente ISDE Cremona, Comitato Acqua Pubblica, Persona-Ambiente, Salviamo il Paesaggio, Casalmaggiore la nostra casa) hanno inviato un appello a tutti i presidenti delle Regioni perché, spiegano i firmatari “si oppongano a questo progetto e indichino, invece, piattaforme industriali e soluzioni tecnologiche alternative anche agli impianti esistenti, basate sul recupero, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti. Tra le Regioni che hanno recepito la sollecitazione, la Regione Lombardia, attraverso il suo assessore all’Ambiente.

“Con molto piacere vi scrivo queste poche righe per manifestarvi la mia partecipazione alla vostra iniziativa. Quando da voi sottolineato, che condivido, avvalora ancor più il percorso da me intrapreso con l’approvazione del nuovo Programma regionale di gestione dei rifiuti”, dice Mariia Claudia Terzi. Continuano: “La strategia regionale portata avanti dal mio assessorato ha previsto l’introduzione del concetto di rete regionale impiantistica e l’assoluta volontà di mettere al primo posto la prevenzione, mirati alla minore produzione di rifiuti, e il potenziamento della raccolta differenziata a discapito di discariche e termovalorizzatori”. Poi il passaggio chiave: “Rispetto a questi ultimi, in particolare, non solo non sono previsti nuovi impianti ma, tenendo conto di queste finalità, quelli esistenti, i più vecchi e quindi impattanti, potranno gradualmente essere dimessi.”

“Il fatto – riprende l’assessore – che il governo abbia individuato come soluzione alla gestione dei rifiuti la creazione di una rete nazionale degli inceneritori con la realizzazione sul territorio italiano di nuovi impianti, si tradurrà in un danno all’ambiente e alla salute dei cittadini e produrrà effetti nefasti anche dal punto di vista economico per le nostre comunità”.

La responsabile lombarda dell’Ambiente ricorda “che, come Regione, abbiamo ritenuto doveroso impugnare l’art.35 dello Sblocca Italia, rilevandone profili di incostituzionalità, viste anche le gravi ricadute che si genererebbero sulla pianificazione e la gestione dello smaltimento dei rifiuti in Lombardia”. La conclusione della lettera suona come un annuncio di battaglia: “Da parte mia, utilizzerò tutti gli strumenti in mio possesso per avversaria la miopia e l’assenza di lungimiranza di queste disposizioni legislative, assolutamente in contrasto con una programmazione regionale autonomia in materia di rifiuti e con i principi di prossimità a autosufficienza alla base di una corretta gestione dei rifiuti”.     

23 Settembre 2015

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