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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

'L’inceneritore di Cremona non lascia, raddoppia'
Toninelli: il sindaco dovrebbe dimettersi

'L’inceneritore di Cremona non lascia, raddoppia'Toninelli: il sindaco dovrebbe dimettersi

Sulla questione Inceneritore di Cremona pubblichiamo un intervento del deputato Danilo Toninelli, Portavoce cittadino alla Camera dei Deputati MoVimento 5 Stelle. 
CREMONA - "Nessuna chiusura ma addirittura un potenziamento grazie ai Governi locali e nazionale. Da oggi sappiamo che i cremonesi avranno più rifiuti e più incenerimento fino al 2024 e ancora di più dal 2025: questo è il risultato dell’azione dei politici, del tradimento delle promesse elettorali e del rifiuto del dialogo con i cittadini. La notizia dell’inserimento dell’inceneritore di Cremona nella rete dello Sblocca Italia è la certificazione del fallimento delle amministrazioni locali a tutti i livelli. Il primo fallimento è un fallimento del processo decisionale: abbiamo avuto campagne elettorali, mesi di dibattiti, discussioni, mozioni, audizioni di esperti e consulenze tecniche per cosa? Per nulla! Qualunque fosse stato l’esito di queste discussioni, sarebbe stato travolto dalla decisione del Governo Renzi, grazie ad una legge incostituzionale che vanifica e rende inutili le scelte dei cittadini e le esigenze dei territori. Il secondo fallimento è quello della promessa di ridurre l’incenerimento: infatti l’inceneritore la cui chiusura è stata promessa per il 2018 non solo rimarrà lì dove è ma porterà a Cremona i rifiuti di altre regioni. Il Ministro Galletti non lo dice ma è esattamente questo che prevede lo Sblocca Italia: una rete “strategica” di inceneritori “intoccabili”che dovranno servire per i rifiuti di tutta Italia, di cui quello di Cremona sarà ora ufficialmente parte.Ma non basta! La manipolazione dei fatti va anche oltre: il ministro Galletti rassicura i cittadini del cremonese annunciando la «previsione di chiusura» dell’inceneritore per il 2024, facendo passare in questo modo l’idea che lo spegnimento promesso è solo rinviato. Una balla colossale smentita dagli stessi risultati dello studio della Leap, commissionato dal Gruppo LGH che ha tutto l’interesse a proseguire sulla strada dell’incenerimento. Infatti in questo documento si che la cosa migliore da fare per cittadini, quella più conveniente, sarebbe spegnere l’inceneritore per aprirne uno nuovo, più moderno e capace, nel 2025! Mettendo semplicemente insieme questi fatti è facile immaginare il futuro del ciclo dei rifiuti di Cremona: più rifiuti provenienti da tutta Italia per mantenere l’inceneritore fino al 2024, nuovo inceneritore e sempre più rifiuti dal 2025.

Tonnellate di spazzatura che finiranno direttamente nei polmoni dei cittadini, in misura sempre maggiore, per assicurare i profitti di gruppi industriali che si vorrebbero sempre più privatizzati e magari quotati in borsa con colossi come A2A, gruppi che in caso di problemi finanziari potranno sempre azzerare le perdite scaricando tutto sui cittadini. L’assessore comunale del PD Manfredini, ma anche quello regionale della Lega Claudia Maria Terzi hanno anche il coraggio di rassicurarci, dicendo di essere in contatto con il Governo e al lavoro per lo smaltimento dei rifiuti. Manfredini ci dice perfino che sulla questione sta lavorando con il sottosegretario Pizzetti, e con la responsabile per l’ambiente del PD Braga. Sta lavorando cioè proprio con coloro che hanno voluto e creato questa situazione: il cremonese che sta al Governo Pizzetti e la deputata che è stata relatrice dello Sblocca Italia! Come se le pecore si mettessero a lavorare con i lupi. 

E come dimenticare l’accorata lettera con cui il Sindaco Galimberti si appellava a tutti gli esponenti politici locali, di tutti i partiti e gli schieramenti, per fare fronte comune e impedire l’inserimento di Cremona nella rete dello Sblocca Italia? Ecco quali sono i risultati, di cui gli amministratori locali sono diretti responsabili. Perché un’alternativa c’è. Il Sindaco potrebbe e dovrebbe annunciare le sue dimissioni, se la questione dell’inceneritore non sarà risolta. Ma non solo: il Sindaco potrebbe anche decidere, finalmente, di dare la parola direttamente ai cittadini, attraverso lo strumento del referendum che è stato previsto dallo statuto comunale proprio per casi come questo. Questioni di interesse diretto per tutti, sulle quali è possibile che i cittadini siano chiamati a decidere direttamente, specialmente quando la democrazia rappresentativa ha chiaramente fallito, promettendo lo spegnimento dell’inceneritore e facendo poi esattamente l’opposto. Se non vogliamo condannare Cremona al suo destino di area tra le più inquinate d’Italia, se vogliamo che le mozioni sui rifiuti votate anche dal PD abbiano un senso, la strada c’è: basterebbe solo la volontà e la coerenza di seguirla".

11 Settembre 2015

Commenti all'articolo

  • Giovanni

    2015/09/11 - 18:06

    Ma alla fine tutta questa monnezza dove la vogliamo mandare?

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  • renzo

    2015/09/11 - 18:06

    Toninelli sei come i PDini, pensa al tuo Pizzarotti di Parma, l'interesse superiore vale piu' di una sgangherata promessa elettorale locale.

    Rispondi

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