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CREMONA

Fusione gruppo LGH - A2A
L'intervento di Toninelli (M5S)

Fusione gruppo LGH - A2AL'intervento di Toninelli (M5S)

CREMONA - La scadenza fissata era settembre: entro la fine del mese si saprà se Linea Group Holding si fonderà o meno con A2A. Ma il possibile matrimonio tra Lgh e il colosso milanese non piace al Movimento 5 stelle. «Fusione Lgh-A2A: chi ci guadagna?», sono le prime righe della nota diffusa ieri dal deputato del M5S Danilo Toninelli, che da mesi segue questo dossier, come del resto la gran parte degli esponenti del suo movimento che operano a livello locale. «La fusione tra il Gruppo Lgh che gestisce i servizi pubblici di Cremona e Crema e il colosso delle multiutility di Milano e Brescia A2A è da tempo al centro degli interessi della politica locale e di molti imprenditori. L’obiettivo che queste persone si prefiggono — spiega Toninelli — è quello di accrescere le potenzialità di una società che, pur essendo destinata all’offerta di servizi pubblici essenziali, è quotata in borsa. Questo significa che servizi come l'acqua, i rifiuti e l'energia, solo per citarne alcuni, serviranno a fare profitto e a dividere gli utili tra gli azionisti. E come sempre accade quando gli interessi sono privati ma i servizi pubblici, se la società avesse delle perdite, le farebbe gravare sui cittadini, con aumenti delle tariffe. Nonostante questi evidentissimi rischi, i politici dei vecchi partiti indistintamente propugnano questa fusione, mentre il M5S da tempo mette in guardia sui suoi pericoli, e ha recentemente preparato per questo un’apposita mozione che sia oggetto di discussione nel Consiglio comunale cremasco. Tutto questo avviene nel disinteresse della stampa e della politica in generale, sempre solerti a utilizzare le armi di distrazione di massa del sistema mediatico. E mentre avviene, arriva la notizia che una sentenza della Corte di Giustizia di Lussemburgo ha stabilito che la meravigliosa A2A con la quale il gruppo del cremasco e cremonese dovrebbe assolutamente fondersi dovrà versare la bellezza di 290 milioni di euro: 170 milioni di euro come imposte non versate che sono state qualificate come aiuti di Stato illegittimi e 120 milioni di euro come interessi composti.

06 Settembre 2015

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