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Domenica 11 Dicembre 2016

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CREMONA

Giulia Frosi, il futuro è sulle punte

Cremonese, 19 anni, si è diplomata al Royal Ballet. Ha cominciato a ballare con Giada Orio. Poi i primi anni alla Scala e infine Londra. Danzerà con il Semperoper di Dresda

Giulia Frosi, il futuro è sulle punte

Giulia Frosi

CREMONA — Quando a tre-quattro anni disse di voler fare la ballerina, la mamma la iscrisse a un corso di nuoto. Perché alla danza, in famiglia, non aveva mai pensato nessuno. Ma anche da piccole si può essere cocciute e così Giulia Frosi venne finalmente iscritta alla scuola di danza di Giada Orio. Da allora sono passati una quindicina d’anni e Giulia di passi (di danza) ne ha fatti tanti, tantissimi. Fresca di diploma al Royal Ballet di Londra — la stessa prestigiosa compagnia da cui spiccò il volo Alessandra Ferri e che ha avuto Mara Galeazzi come prima ballerina —, la ballerina cremonese, oggi diciannovenne, sta per cominciare la sua avventura professionale al Semperoper Ballet di Dresda, di cui è direttore artistico il canadese Aaron S. Watkin. «Sarò sempre grata a Giada Orio per aver suggerito ai miei genitori, quando ero alla fine della quinta elementare, di provare l’audizione per il primo corso dell’Accademia del Teatro alla Scala», dice Giulia. Per lei era un sogno che poteva diventare realtà, per i genitori la consapevolezza che la vita familiare poteva cambiare per sempre. Ai provini si iscrissero in seicento, le selezioni le passarono in ventuno, e Giulia era tra loro. «Ero terrorizzata —ricorda —, era un mondo nuovo e più competitivo di quanto immaginassi. Ma impegnarmi era anche l’unico modo per entrare nella scuola dove si erano formati Carla Fracci, Alessandra Ferri e Roberto Bolle». Ed era solo «l’inizio di otto anni cresciuta fuori casa — dice Giulia —. I sacrifici li abbiamo fatti tutti in famiglia, compresa mia sorella cui sono molto attaccata, ma i miei genitori mi hanno sempre appoggiato e sostenuta, nonostante la difficoltà di essere lontana».
Già all’inizio del secondo anno, Giulia Frosi balla in un piccolo ruolo accanto a Roberto Bolle e Polina Semionova in un Sogno di una notte di mezz’estate. «Fu un’esperienza indimenticabile ballare a quell’età con figure così importanti del mondo del balletto», ricorda. Per cinque anni, Giulia Frosi è rimasta alla Scala. Poi, un’estate partecipò a uno stage della scuola del Royal Ballet di Londra. Solo due settimane, ma sufficienti per far notare la ragazzina cremonese agli insegnanti, al punto che Gailene Stock, direttrice della scuola, le offrì una borsa di studio per poter entrare al suo primo anno della Upper School. «In pochi giorni dovetti prendere una decisione — dice oggi Giulia —, ma visto che a me piacciono le avventure decisi di accettare e iniziare a studiare in una delle scuole più prestigiose del mondo». Un altro salto, un altro stacco: dalla famiglia, dagli insegnanti e dai compagni di Milano che l’avevano vista crescere. E il dover affrontare — tutto in una volta — una nuova lingua, la convivenza con ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo, la gestione quotidiana — spesa e cucina comprese — della propria vita in un convitto. E naturalmente le ore di lezione, gli esami, le prove. Con la soddisfazione di cominciare a collaborare con la compagnia, di essere per esempio tra i ‘fiocchi di neve’ dello Schiaccianoci, di poter guardare le prove dei professionisti e guardare gli spettacoli dietro le quinte, di preparare il passo a due Sweet spell of oblivion di David Dawson con un maître della compagnia di Dresda da cui Giulia ha imparato tantissimo. Infine, l’ultimo anno, segnato da continue audizioni. Anche in questo caso, la ballerina cremonese si è trovata a un bivio: messa sotto contratto dalla Dutch National Ballet Studio Company di Amsterdam il Semperoper Ballet di Dresda, ha optato per la Germania. Nei mesi precedenti, con la scuola Giulia ha partecipato a uno scambio con la compagnia giovanile dell’American Ballet Theatre e in quell’occasione la sua fotografia è stata pubblicata sul New York Times.
Nella sua per ora brevissima carriera, Giulia ha avuto anche la possibilità di conoscere Alessandra Ferri, il suo mito, perché era stata selezionata per ballare un passo a due creato per l’étoile e mai più danzato in seguito.
Dalla sua Giulia Frosi ha bravura, talento, passione, spirito di sacrificio e capacità di abnegazione. E’ alta — «sono una ballerina moderna», dice ridendo —, ha due gambe lunghe lunghe, ed è bella, il che non guasta di certo. La fortuna, qualche volta, l’ha già baciata: era ancora alla Scala, era la terza sostituta per Gymnopédie di Roland Petit, e le altre due danzatrici sono state costrette al forfait. Giulia venne avvisata due ore prima, giusto il tempo di una prova e di una telefonata per avvisare mamma e papà, che si precipitarono a Milano per vedere la loro ‘bambina’ per la prima volta impegnata in un ruolo importante. Ora Giulia ha il futuro è nelle sue mani, anzi ai suoi piedi.

09 Agosto 2015

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