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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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CREMONA

Investì l'amante con l'auto
Il romeno ai domiciliari

Il gip: necessità di risentire la vittima e il fratello di lui. Soddisfatto l'avvocato di Costache, Guido Priori

Donna investita dall'amante, lui: 'Lei si è attaccata all'auto che è ripartita ed è rimasta sotto'

L'avvocato Guido Priori

Cremona - Lui, Vaniel Costache, 28 anni, romeno, ha lasciato il carcere per gli arresti domiciliari. Lei, l’amante Valeria, connazionale di 30 anni, il 25 maggio scorso travolta in via Sesto dal Mercedes e ridotta quasi in fin di vita, dovrà essere risentita, perché «il grave trauma subito, lo stato di amnesia post-urto dalla stessa dichiarato, i probabili trattamenti farmacologici operatori possano aver ragionevolmente inciso sulla memoria e il ricordo dei reali avvenimenti». Ed «è evidente la necessità di risentire con le garanzie di legge» Vergel Costache, tirato in ballo dal fratello Vaniel, che ha dichiarato: «Lui guidava il Mercedes». Lui e forse non il cugino Bodgan Florin Crumpei, adesso in Romania, in concorso con Vaniel accusato di lesioni personali gravissime. Ma ora la sua posizione potrebbe alleggerirsi. «Si rimettono all’ufficio del pm le valutazioni in ordine ad altre ipotesi collegate al favoreggiamento posto in essere». Lo scrive il gip, Pierpaolo Beluzzi, nel provvedimento con cui nei confronti di Crumpei ha revocato la misura della custodia cautelare in carcere. E ha disposto gli arresti domiciliari per Vaniel Costachei, la cui verità dinamica dei fatti raccontata nell’interrogatorio di garanzia di giovedì scorso «non sembra incompatibile dal punto di vista logico con il reale svolgimento dei fatti». Lo ha scritto il gip Beluzzi nelle sette pagine di provvedimento, accogliendo la richiesta dell’avvocato, Guido Priori, di revocare la misura del carcere nei confronti del romeno. E in seconda battuta, di applicargli una misura «meno afflittiva».
Durante l’interrogatorio di garanzia, nel negare di aver scaraventato giù dalla Mercedes l’amante, Vaniel Costache al gip l’aveva spiegata così: «Abbiamo prima passato la serata ad una festa da mio zio a Pavia, poi al ritorno, noi due ci siamo trattenuti in un albergo. Qui siamo stati prelevati con la Mercedes da mio fratello Vergel (che ha sempre condotto l’auto) e da Crumpei». Vaniel e Valeria erano seduti dietro. Raggiunta la piazzetta di via Ragazzi del 99, «io e e Valeria siamo scesi, nei pressi dell’auto e abbiamo discusso, in quanto lei voleva ancora rimanere in mia compagnia, mentre io ero pressato da mia moglie al telefono e volevo rientrare». Costache ha riferito che Valeria «sembrava essersi convinta; è salita a bordo della sua Ford, si è tolta le scarpe, ha appoggiato la borsa sul sedile e si è avviata sulla via Sesto, in direzione della tangenziale. Io sono risalito sulla Mercedes, lato passeggero anteriore. Dopo alcune decine di metri, Valeria ha invece accostato a sinistra la Ford. Ho detto a mio fratello di accostarsi, nello stesso verso della Ford. Ho chiuso la sicura e abbassato il finestrino per convincerla ad andare a casa. Lei ha iniziato a battere i pugni sul vetro e a quel punto, ho detto a mio fratello di ripartire».
Secondo la ricostruzione dell’uomo, «la Mercedes ha iniziato la manovra di rientro sula corsia di via Sesto in direzione centro e Valeria ha iniziato a correre dietro alla macchina, attaccandosi con la mano destra alla maniglia anteriore destra, cercando di farci fermar ed aprire la portiera». Ma la Mercedes non si è fermata. «Mi aspettavo che Valeria mollasse la presa — ha proseguito Vaniel —. Ad un certo punto abbiamo sentito un rumore, una sorta di tonfo, realizzando che Valeria era stata travolta dall’auto». Valeria era a terra, il volto fracassato dalla ruota passata sopra.
Analizzate, attraverso le fotografie scattate quella mattina dai carabinieri, le posizioni delle due auto e quella, sull’asfalto, del corpo di Valeria, il gip Beluzzi non ha trovato la ricostruzione di Vaniel  ‘incompatibile dal punto di vista logico con il reale svolgimento dei fatti’. Restano «i gravi elementi indiziari in merito ai reati contestati di natura dolosa, seppur in una - possibile- ricostruzione dei fatti in parte difforme da quella inizialmente sostenuta, anche in questa sede», annota il gip. E «rimangono le esigenze cautelari di natura probatoria». Se libero, Costache potrebbe, infatti, inquinare le prove, «influendo» su Valeria, sul fratello e sul cugino.

«Mi ritengo comunque soddisfatto poiché il gip ha valutato e ritenuto credibili gli elementi forniti dal mio assistito durante l’interrogatorio di garanzia, tanto da riportarne tutti i passaggi più significativi così da concludere per una misura più congrua in attesa di chiarire definitivamente la responsabilità di una vicenda già sfortunata per le gravi lesioni patite dalla parte offesa, ma ulteriormente complicata dalle molteplici e divergenti versioni rese dagli autori». Così l’avvocato Guido Priori, difensore di Vaniel Costache. 

09 Agosto 2015

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