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Giovedì 08 Dicembre 2016

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IL PD DIVISO

Lettera di Piloni agli iscritti

Lunga comunicazione del segretario provinciale al partito attraversato da veleni e divergenze. Il punto su inceneritore e Cremona-Mantova

Matteo Piloni

Matteo Piloni

CREMONA - E’ una lettera inviata «per fare il punto, a ridosso della pausa estiva, su alcune questioni, cercando di buttare il pallone più in là per preparare il terreno di lavoro che ci dovrà vedere impegnati da settembre». Ma la comunicazione del segretario provinciale del Partito democratico Matteo Piloni, arrivata a tutti gli iscritti, somiglia, in tutta evidenza, ad un richiamo perentorio al Pd diviso, attraversato dai veleni oltre che, soprattutto, dalle emergenti divergenze tra la ‘vecchia’ dirigenza e la ‘nuova’ classe politica al governo di città e provincia. Arriva subito al dunque, Piloni: «Non posso non partire dai temi che stanno occupando le colonne dei giornali e che, volenti o nolenti, danno di noi una certa immagine. Da qualche tempo sembrano essere tornati alcuni fantasmi del passato che hanno dei nomi ben precisi: inceneritore e autostrada ‘Cremona-Mantova’. Spesso questi temi nascondono altro, oltre al merito. Questioni figlie di un passato che è bene tenere presente ma che non può e non deve condizionare il futuro. Un passato che ha visto il centrosinistra subìre una sconfitta storica, sia in Comune che in Provincia. Un futuro i cui primi mattoni sono stati posizionati con la vittoria del sindaco Galimberti e della sua amministrazione».

L’inceneritore. Parte da lontano, il segretario provinciale: «Fin dal suo insediamento, la segreteria provinciale non ha avuto alcun problema ad entrare nel merito. In prima battuta lo ha fatto nel gennaio 2014, a ridosso del piano provinciale dei rifiuti, in raccordo con l’allora gruppo consiliare: la posizione del Pd faceva riferimento alla necessità, nel piano provinciale dei rifiuti, di ‘individuare progetti e soluzioni alternative all’inceneritore, e completare e ammodernare la filiera degli impianti già presenti ipotizzando un impianto di selezione spinta per la plastica e per i rifiuti ingombranti’. Successivamente, nel settembre 2014, sempre la segreteria provinciale in un documento reso pubblico e alla luce della discussione sul decreto Sblocca Italia, ha sottolineato positivamente la volontà del governo di voler affrontare la questione sul piano nazionale, partendo però, per quanto riguarda la Lombardia, da una pianificazione seria di aumento della differenziata programmando contestualmente la razionalizzazione degli impianti di termovalorizzazione. In quest’ottica rientra il caso di Cremona dove la giunta del capoluogo partecipa al lavoro del progetto pilota di decommissioning dell’impianto di incenerimento avviato da Regione Lombardia lo scorso maggio». Ma arriva presto all’attualità: «I dati vanno letti e possono essere senz’altro utili a perseguire questi scopi, cioè la costruzione di un piano per avviare il processo di decomissioning e, al contempo, inserire valutazioni rispetto ad altri scenari legati allo smaltimento rifiuti. La stessa prospettiva inserita nel programma elettorale della giunta Galimberti e che, a distanza di un anno, ha già avviato un faticoso ma strategico percorso di estensione del sistema porta a porta di raccolta differenziata. Oltre a questi passaggi, importanti e credo estremamente chiari, ho proposto alla segreteria provinciale di aprire un tavolo, coordinato da Vittore Soldo, con l’obiettivo di portare e tenere sul piano della discussione politica questo argomento, sulle quali ci sono molte sensibilità. Tavolo che ha già cominciato a riunirsi e che sono certo dimostrerà di essere molto utile, sia per il merito che per il metodo. L’approfondimento, sono certo, potrà far emergere la complessità del tema e anche la consapevolezza del ruolo e del futuro di Lgh, che non può prescindere da determinati fattori economici ma che deve sempre mettere al centro il ruolo della gestione dei servizi sui nostri territori, puntando sempre e solo al loro miglioramento».

La Cremona-Mantova. Piloni traccia la linea: «E’ necessario avere, soprattutto dalla Regione, risposte certe circa la tempistica e i costi di realizzazione. Non solo non è possibile perdere altro tempo, ma va rivisto il quadro economico ampiamente aumentato negli anni. Così come si devono dare le dovute garanzie circa l’impatto ambientale. Non è sufficiente confermarne la strategicità — il messaggio chiaro di Piloni a Luciano Pizzetti — ma dare a questi territori, cittadini ed amministratori in testa, le necessarie garanzie in termine di tempo e di funzionalità dei collegamenti, rivedendo in primis l’impianto economico. Avendo certezza del completamento della Ti-Bre, senza il quale l’intera infrastruttura rischia di essere inutile. Perché non c’è cosa peggiore di un’opera mai cominciata che un’opera incompleta. La posizione tenuta in consiglio regionale dal gruppo del Pd non solo ha tenuto conto di questi indirizzi, ma è stata utile per aver ottenuto un impegno da parte dell’assessore regionale Sorte nel voler approfondire le questioni sollevate... Ora, continuo a ritenere un esercizio utile il confronto all’interno del partito. Purché non si utilizzi il merito per nascondere altri intendimenti. Piano sul quale non intendo scendere».

La conclusione. Che vale per il confronto aperto, e spigoloso, sull’inceneritore, quanto sul dibattito, altrettanto delicato, sull’autostrada: «E’ solo stando sul merito delle questioni che queste possono ricevere risposte serie. Ed è compito del Pd, di un partito serio, affrontarle partendo dal sostegno alle nostre amministrazioni locali, che oggi più di ieri affrontano quotidianamente difficoltà non solo legate a fattori economici ma anche sociali».

31 Luglio 2015

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