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Martedì 06 Dicembre 2016

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INCENERITORE E 'PRESSIONI'

Pizzetti: "Oltranzisti nel Pd. Vogliono cancellare la storia"

Il sottosegretario: "La giunta Galimberti dev'essere l'evoluzione del centrosinistra degli ultimi 20 anni. Alessia Manfredini deve chiarire quella sua mail"

Pizzetti: "Oltranzisti nel Pd. Vogliono cancellare la storia"

Il sottosegretario Luciano Pizzetti

CREMONA - Il caso inceneritore-studio Leap-pressioni, la spaccatura nel Pd, le discusse mail dell’assessore Alessia Manfredini, le polemiche di ritorno sulla Cremona-Mantova, il piano di salvataggio dell’Aem. Luciano Pizzetti, sottosegretario alle Riforme costituzionali e ai Rapporti con il Parlamento, mette tra parentesi gli affari nazionali e si concentra su quelli (che certo non mancano) locali. Il sindaco ha criticato lo studio Leap, il segretario e il capogruppo del Pd hanno avuto parole di apprezzamento. Chi ha ragione? «E’ uno studio tecnico di fattibilità che, come tale, non si pone domande politiche ma è uno strumento importante. Quell’indagine dice due cose essenziali. La prima: da un punto di vista ambientale e della salute, l’impatto del termocombustore è minimo. La seconda: presenta delle tappe su cui fare delle scelte. Lo si può chiudere nel 2018, con alcune conseguenze, o nel 2025, con altre conseguenze, o, alla fine, aprirne uno nuovo». Per quale opzione propende? «Io sono perché tra Scilla e Cariddi si viaggi, in modo serio e sereno, in un percorso». Cos’è Scilla? «L’impraticabilità di dismettere, per i costi insostenibili di cui la comunità cremonese dovrebbe farsi carico, l’impianto nel 2018». E Cariddi? «Un altro termocombustore non serve perché l’implementazione della raccolta differenziata fa sì che la domanda di termocombustione si riduca in modo significativo. La filosofia nuova rispetto al passato è che il bacino è unico e nazionale. La questione è semplice: Cremona si deve attrezzare in un tempo medio per il superamento della termocombustione come sistema di smaltimento e, intanto, individuare un altro tipo di smaltimento che ora non c’è. Questa cosa che l’Europa impedisce aperture di inceneritori non sta né in cielo, né in terra. L’Europa impedisce le discariche». L’impianto di via san Rocco dovrebbe entrare nello Sblocca Italia? «L’ipotesi è che non solo quello di Cremona ma tutti gli impianti simili entrino in quell’operazione. Quanto alla Regione, può dare indirizzi partendo dalle indicazioni nazionali. Mi chiedo anche: come si fa a costruire l’aggregazione LGH-A2A se gli asset che tu hai li svalorizzi?». Ha ragione il centrodestra a sostenere che il centrosinistra ha tradito la promessa fatta in campagna elettorale di dismettere in tempi rapidi il termovalorizzatore? «Il centrodestra dovrebbe fare una riflessione visto che stava dentro Fort Apache quando noi abbiamo realizzato l’inceneritore. Il centrosinistra non ha tradito alcuna promessa perché nel suo programma elettorale si dice testualmente: ‘In tre anni, con un piano industriale, costruiamo un’alternativa all’incenerimento dei rifiuti’. Non c’è mica scritto che in tre anni tu chiudi ma che ti dai quell’arco di tempo per immaginare la via di uscita». Se fosse lei il sindaco, cosa ne farebbe dello studio Leap? «Lo terrei in seria considerazione, posto che non è la Tavola della legge ma, ribadisco, uno strumento. E, sulla base dei suoi risultati sotto i vari aspetti (economici, patrimoniali, ambientali), trarrei la conclusione che la chiusura nel 2018 è impraticabile e che un nuovo impianto assolutamente non serve. Mi accingerei, in questo tempo di vita del termovalorizzatore, a costruire - ripeto - la via d’uscita. In che modo? Implementando la raccolta differenziata, come giustamente si sta facendo, e immaginando come smaltire i rifiuti che rimangono». Cosa davvero c’è in gioco in questo braccio di ferro? «Una cosa che riguarda meno l’amministrazione e più il Pd, la forza politica che dovrebbe essere il nerbo della coalizione: se l’attuale esperienza di governo locale rappresenta una evoluzione della storia politica del centrosinistra cremonese oppure è un’altra storia. Io penso che debba essere l’evoluzione della storia del centrosinistra cremonese. Il nodo è questo. Bisogna cliccare reset, non cancel. Negli ultimi anni si è reso evidente l’intendimento di usare il diserbante chimico per fare terra bruciata alle spalle, il deserto». Da parte di chi? «Il problema non è fare nomi e cognomi, ma le culture politiche. Chi vuole chiudere subito l’inceneritore, chi sostiene che la Cremona-Mantova non serve, chi dice che l’Aem è solo fonte di sconquassi... è chiaro che tutti questi oltranzisti desiderano cancellare quella storia. La giunta Galimberti non avrà futuro se non sarà in connessione con le esperienze amministrative del centrosinistra di questo ventennio. Quelle sono risorse a cui attingere, con il doveroso e naturale processo di innovazione, e non sciagure». Si potrebbe obiettare che fa questo discorso per auto-assolversi visto che di quel centrosinistra lei era il regista. «Non sono mai stato il sindaco di Cremona». Ma forse il sindaco-ombra sì. «Sono sempre stato uno che ha dato una mano a fare le cose. Io difendo delle idee, delle scelte fatte. Come quella, strategica, sul termocombustore». Toninelli e il M5S propongono un referendum. «Facendo fatica ad avanzare una proposta concreta, i 5 Stelle buttano sempre la palla a bordo campo. La chiusura dell’inceneritore l’abbiamo già decisa, il problema riguarda solo la tempistica». Pensa ci siano state ingerenze da parte dell’assessore Manfredini in merito allo studio Leap? «Premesso che non faccio l’ispettore postale, dico solo che su questa partita bisogna comportarsi con maggiore prudenza. La mail apparsa oggi (ieri per chi legge, ndr)... beh, le motivazioni, ammesso che la mail ci sia, vanno date un po’ meglio rispetto a come sono state date. Per quanto riguarda i documenti precedenti, non mi sembra che la spy story esista, ma quest’ultima comunicazione ha qualche elemento di preoccupazione maggiore. Per cui è bene che questa cosa venga chiarita». In che senso? «Non si può suggerire uno studio che tenga più o meno in considerazione alcuni aspetti. Se lo studio dev’essere fatto, tutti gli aspetti vanno tenuti in considerazione».

25 Luglio 2015

Commenti all'articolo

  • koglione

    2015/07/26 - 16:04

    azzz...., ma quanto parlano i politici? mi sono stufato di leggere alla seconda riga. Fanfarone docet.

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