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Venerdì 09 Dicembre 2016

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CREMONA

Inceneritore, otto consiglieri del Pd
'Impossibile chiuderlo nel 2018'

Inceneritore, otto consiglieri del Pd 
'Impossibile chiuderlo nel 2018'

L'inceneritore di Cremona

CREMONA - Nella battaglia dei documenti sul caso inceneritore-studio Leap (la nota congiunta di Roberto Galletti e Rodolfo Bona, la mail di Matteo Piloni, la risposta di Andrea Virgilio) se ne aggiunge un altro: la lettera al segretario cittadino Galletti (il loro punto di riferimento politico) del gruppo Pd in consiglio comunale. Meglio, della maggior parte dei consiglieri dem (Francesca Baldini, Rodolfo Bona, Santo Canale, Paolo Carletti, Giovanni Gagliardi, Luigi Lipara, Simona Pasquali, Francesca Pontiggia. Più l’assessore Andrea Virgilio. Tuti componenti della maggioranza interna che, anche alla luce della ricerca degli esperti piacentini, frena sulla chiusura in tempi rapidi del termocombustore. Il testo non è stato invece sottoscritto dagli amministratori della minoranza interna al Pd che invece accelera sulla dimissione dell’impianto di via san Rocco: Roberto Poli, Luca Burgazzi, Lia a Beccara, Giancarlo Schifano. Più il vicesindaco Maura Ruggeri e l’assessore Alessia Manfredini. Rappresentazione plastica, quelle firme in calce e quegli spazi vuoti, della spaccatura nel Pd.
“Il programma di coalizione a sostegno di Gianluca Galimberti rivendica l’obiettivo di costruire in tre anni un piano industriale alternativo alla termovalorizzazione dei rifiuti – comincia la lettera –. È necessario muoversi con responsabilità verso gli impegni programmatici, la comunità e i cittadini cremonesi. Dopo la presentazione di uno dei tre studi sulla fattibilità della dismissione dell’impianto di termovalorizzazione, che analizza in modo articolato i possibili scenari con le conseguenti ricadute economiche ed ambientali, è ancor più doveroso ancorare le scelte politiche ad una valutazione oggettiva e realistica della questione, per tutelare il patrimonio pubblico e il benessere della collettività. Dai dati emersi dallo studio Laep, emerge la necessità di riconsiderare le opzioni di fondo o comunque di ridefinire i tempi di un percorso di dismissione del termovalorizzatore che devono prima di tutto tutelare la collettività, la qualità dei servizi, l'efficienza, l’equità ed il patrimonio delle nostre aziende pubbliche”.

“Le analisi ambientali prodotte dallo studio commissionato dagli enti pubblici sottolineano l’impatto ininfluente del termocombustore sulla generale qualità dell'aria cremonese e, conseguentemente, sulla salute dei cittadini – si continua nel documento –.Anche alla luce di queste ulteriori analisi, ed in attesa degli altri due studi, diventa necessario evitare approcci aprioristici che spesso hanno generato allarmismo ingiustificato e valutazioni puramente ideologiche che non appartengono alla prassi politica, sia del Pd che del PSI. Le politiche pubbliche devono essere la sintesi tra ciò' che si preferisce e cio' che è possibile e devono essere il frutto e l’esito di un percorso rigoroso di analisi e di approfondimento dei dati. Non è pensabile elaborare scelte a prescindere dagli studi commissionati e dalla lettura oggettiva della realtà, che ad oggi vede anche un quadro normativo radicalmente modificato del quale partiti di governo nazionale non possono non farsi carico. Il rispetto dei cittadini ha come premessa la responsabilità pubblica, non certo la difesa ad oltranza di impostazioni che possono arrecare danno al bene comune.

Poi, con un riferimento alle promesse fatte in campagna elettorale, il passaggio chiave: “Lo studio LEAP illustra una gamma di possibilità su cui orientare lo smaltimento dei rifiuti cremonesi. Occorre approfondirle e verificarle con serietà e responsabilità, sapendo che l’unica opzione non più percorribile è la chiusura dell’impianto di termovalorizzazione entro il 2018 e che un nuovo termovalorizzatore non è mai stato considerato fra i possibili scenari da questa amministrazione. Perciò, preso atto dell’importante contributo da te dato come Segretario cittadino a questo processo, consideriamo utile riaprire il confronto alla luce dei nuovi elementi di discussione”.

22 Luglio 2015

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