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Ex Bertana, arrivano gli ungheresi

Incertezza per 70 lavoratori, assunti già 25 magiari. ‘Scelte aziendali’ I sindacati: un fulmine a ciel sereno

Ex Bertana, arrivano gli ungheresi

La ex Bertana di Castelverde

CASTELVERDE — Incertezza per il futuro lavorativo di settanta operai dello stabilimento Pini Italia (ex Bertana). Buona parte di loro è rimasta senza lavoro, visto che il contratto a scadenza non gli è stato rinnovato. Al loro posto sono subentrati 25 colleghi provenienti dall’Ungheria, dove la società è titolare di altre imprese. Ieri mattina si è svolta una riunione tra la direzione aziendale, i sindacalisti Massimiliano Dolci (Cgil), Roberto Bonfatti Sabbioni (Cisl), Michele Saleri (Uil) e le Rsu per intavolare una trattativa. Un summit che ha portato a un accordo, seppur parziale. «Una ventina dei 70 lavoratori verranno riassorbiti nell’organico» spiegano le organizzazioni sindacali. «Una ventina di loro — confermano i vertici aziendali — saranno assunti a tempo indeterminato, per altri 15-20 verrà prorogato il contratto di un mese, al termine del quale valuteremo se reimpiegarli o meno. Per altri 25 dipendenti invece non è stato rinnovato il rapporto lavorativo. Abbiamo deciso di valutare altre professionalità per lo sviluppo del lavoro nello stabilimento. Si tratta di una scelta di gestione aziendale».
Quindici giorni fa i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil avevano avuto rassicurazioni dalla direzione aziendale sulla prosecuzione del rapporto di lavoro di questi operai, anzi era stato garantito che una parte di loro sarebbe stato trasformato con contratti a tempo indeterminato. Poi, la scorsa settimana, un inspiegabile cambio di rotta.
«Contraddicendo quanto ci era stato comunicato, — spiegano i tre sindacalisti — la direzione aziendale non ha rinnovato il contratto a tutti i lavoratori assunti in somministrazione (a tempo determinato, ex interinali, ndr).
Abbiamo immediatamente richiesto un incontro per verificare ciò che stava accadendo e per evidenziare la nostra assoluta contrarietà. Un fulmine a ciel sereno visto che proprio nell’ultimo incontro e in sede di rinnovo del contratto aziendale, la proprietà si era detta pienamente soddisfatta dell’operato dei lavoratori somministrati considerandoli nei fatti pienamente nell’organizzazione del lavoro». Premesse che facevano ben sperare. «Una decisione — spiegano i sindacalisti — senza informare nessuno e senza alcun tipo di motivazione. Una scelta che ha generato un enorme problema a tutti quei lavoratori che si sono trovati senza reddito dall’oggi al domani e producendo grandi difficoltà nelle lavorazioni».
Secondo quanto riferito dall’azienda non ci sarebbero motivi legati a un calo della domanda. «Tra alti e bassi la produzione prosegue» hanno detto.
Nel frattempo venerdì è prevista un’assemblea tra sindacati, Rsu e lavoratori nello stabilimento e lunedì prossimo un summit con il proprietario del gruppo.

21 Luglio 2015

Commenti all'articolo

  • enrico

    2015/07/22 - 13:01

    Chissà perché 25 Ungheresi non sarà una questione di costi?

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