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CREMONA

Coca e squillo al Juliette, gli incontri in salette riservate

Studentesse universitarie milanesi quasi tutte le ragazze coinvolte, le tariffe partivano da 400 euro. Per i carabinieri coinvolti anche le imputazioni di calunnia e falso

Coca e squillo al Juliette, gli incontri in salette riservate

L'ingresso del Juliette 96 di via Mantova

CREMONA - Tre i filoni del'inchiesta su droga e squillo condotta dei militari dell’Arma di Cremona e che ha portato all’arresto di otto persone tra cui il titolare del ristorante-discoteca Luca Pizzi, il cugino Marco Pizzi e il maresciallo Andrea Grammatico, vicecomandante della caserma di Vescovato. Nuovi particolari si sono intanto appresi dalla conferenza stampa che si è appena conclusa presso il comando di viale Trento e Trieste, presenti il procuratore Roberto di Martino e il comandante provinciale dell’Arma, il tenente colonnello Cesare Lenti.

In carcere sono finiti anche due imprenditori bresciani (Emilio Smerghetto di Padenghe e Matteo Pasotti di Brescia), obbligo di firma invece per la moglie di Marco Pizzi (K.I.) e per un cremonese (M.D.). 

Luca e Marco Pizzi, la moglie di quest'ultimo e i due imprenditori bresciani sono accusati di sfruttamento della prostituzione. In particolare i due bresciani avrebbero fornito le ragazze immagine che si accompagnavano a clienti facoltosi in salette con accesso riservato. Le ragazze sono per lo più italiane, numerose le studentesse universitarie milanesi. Le tariffe della prestazioni sessuali partivano da un minimo di 400 euro. "Ragazze giuste, ragazze sportive", così venivano definite nelle intercettazioni telefoniche. I Pizzi avrebbero invece procurato i clienti 'giusti'. 

Pizzi, il maresciallo Grammatico e il cremonese D.M.  sono anche accusati di spaccio di droga, in particolare cocaina. L'input che ha dato il via all'inchiesta è partito nel settembre del 2014 con l'arresto di una spacciatrice. La donna avrebbe ammesso di aver rifornito Grammatico in alcune occasioni.

Infine il maresciallo Grammatico e l'appuntato Varani sono imputati di calunnia, falso e concussione. In particolare Grammatico per accrescere il prestigio personale, avrebbe falsificato gli atti di operazioni portate a termine durante il normale svolgimento della sua mansione. 

Elogi all'Arma dei Carabinieri sono giunti da procuratore De Martino per aver portato a termine con estrema correttezza e trasparenza una operazione così complessa e delicata. 

seguono aggiornamenti 

07 Luglio 2015

Commenti all'articolo

  • arcelli

    2015/07/01 - 15:03

    Il maresciallo Grammatico un arrogante pallone gonfiato che non esitava ad abusare della sua posizione. Mi diede 90 euro di multa per un divieto di sosta all'interno dell'Iper e si inventó mille capi di sanzione solo per una mia rimostranza. Gli sta bene,mi faceva la morale per un divieto e si vede cosa faceva lui. In carcere!!!!

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