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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Travolto e ucciso mentre deposita i rifiuti

E' Mario Manfredi, cremonese residente a Brescia

Travolto e ucciso mentre deposita i rifiuti

Il cassonetto dei rifiuti e sullo sfondo il corpo senza vita di Manfredi

BRESCIA - Era sceso dall’auto per gettare lo sporco in un cassonetto, è stato investito ed è morto, sabato poco prima delle 11,30 in via dei Santi a Brescia. Vittima di questo incredibile incidente è Mario Manfredi, 53 anni, cremonese di origine, figlio del professor Luigi, che è stato primario di chirurgia prima a Padova, poi nel nostro ospedale, infine alla casa di cura Ancelle della Carità e che è scomparso nel 2011. La tragedia è avvenuta davanti agli occhi del figlioletto Luigi, che si trovava sul sedile dell’auto parcheggiata nell’aia di una cascina di fronte al punto di raccolta. E’ da qui che Manfredi sarebbe sbucato, dopo essersi accorto di non poter gettare i suoi sacchetti. I cassonetti, infatti, si trovano sul territorio di Castenedolo e per aprirli è necessario sbloccare la calotta. Manfredi stava quindi tornando verso l’auto, sbucando all’improvviso tra i due cassonetti mentre arrivava una macchina che non è riuscita a frenare in tempo. Inutili i soccorsi, Mario Manfredi è rimasto ucciso sul colpo. A investire Manfredi, a bordo di una Bmw 320 station wagon, è stato un dentista originario di Ghedi e residente a Gottolengo.
La notizia della morte del cremonese è giunta presto in città e immediata è stata la reazione dei numerosi amici di Mario, e dei suoi fratelli Alberto e Anna. Tra questi c’è l’avvocato Franco Antonioli, che è stato suo compagno di banco al liceo scientifico e che spesso si trovava, con altri compagni della sezione B, per quelle rimpatriate che si fanno anche oggi. Dice Antonioli, con voce rotta dalla commozione: «Eravamo amici, grazie a quel legame che nasce nella scuola. Mario era il mio compagno di banco, e ci eravamo conosciuti dopo che lui aveva frequentato le medie alla Virgilio. Dopo il liceo, si era iscritto alla facoltà di economia e commercio alla Bocconi, dove poi si era laureato con il massimo dei voti. Aveva trovato un lavoro in un’azienda del bresciano, e quindi si era trasferito a Brescia, ma spesso tornava a Cremona, dove abita ancora, in viale Trento e Trieste, la mamma Gabriella che è stata insegnante di francese nelle scuole medie inferiori e superiori. Mario era una persona speciale, un uomo intelligente, curioso della vita, sempre attento alle novità, con una famiglia meravigliosa». Nel 2008 si era sposato con Daniela Panizza, di Leno, titolare di un negozio di abbigliamento.
Sulla dinamica dell’incidente non vi sarebbero dubbi e la Polizia Locale bresciana ha fatto rapporto all’autorità giudiziaria. 

01 Giugno 2015

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