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Domenica 11 Dicembre 2016

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CREMONA

Legge badanti, stop al Far West

Regione Lombardia introduce corsi di formazione, sportelli per i cittadini e sostegno economico Malvezzi (Ncd): servizio migliore. Alloni (Pd): aiuto alle famiglie

CREMONA - E’ stata approvata martedì 19 maggio all’unanimità dal Consiglio regionale la prima legge della Regione Lombardia sulle badanti. Da oggi l’assistenza familiare diventa un elemento della rete dei servizi alla persona, con la collaborazione tra i Comuni, il Terzo Settore e la Regione. La legge nasce da una proposta depositata dal Partito Democratico un anno fa. Ecco che cosa cambia: la Regione promuoverà corsi di formazione per le badanti di 150/200 ore che rilasceranno l’attestato di competenza di assistente familiare, dando dignità e professionalità al loro lavoro, aprendo a nuove occasioni di impiego anche per giovani italiani. Vengono istituiti gli sportelli territoriali per l’assistenza familiare e creati i registri territoriali degli assistenti familiari e saranno introdotti sostegni economici in favore delle famiglie.
Gli Sportelli avranno compiti di gestione dei Registri, di ascolto e valutazione dei bisogni delle famiglie in cerca di badanti aiutandole nella scelta più appropriata, e forniranno informazione su qualunque aspetto riguardi le procedure di assunzione. Oggi le badanti in Lombardia sono circa 200mila, di cui molte in nero. Circa il 2,5% lavora in provincia di Cremona.
«Con questa legge abbiamo messo un freno al Far West delle badanti — spiega il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni, che è tra i sottoscrittori del progetto di legge – ma soprattutto abbiamo dato un aiuto concreto alle famiglie, che potranno sentirsi meno sole di fronte al bisogno di un’assistenza continuativa per i propri anziani o per congiunti disabili. I contributi alle famiglie più fragili, che la Regione dovrà definire in fase attutiva, saranno per il 2015 nell’ordine di 150 euro al mese. Ora tocca alla Giunta regionale implementare la legge, in collaborazione con gli enti locali e il terzo settore. Questo è un buon risultato e sono contento di dire che nasce da un’iniziativa del Pd».
Una nuova legge per qualificare il lavoro di cura svolto dagli assistenti familiari: «Da troppo tempo siamo di fronte ad una popolazione anziana in aumento — ha spiegato Carlo Malvezzi, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra –, che sul territorio regionale è pari al 20% della popolazione complessiva e, dall’altra parte, a un numero di badanti che, in troppi casi, lavora in modo irregolare e impreparato rispetto alle necessità occorrenti». Con questa legge, ha puntualizzato Malvezzi, «regolamentiamo la figura dell’assistente familiare e prevediamo, da parte di Regione Lombardia, l’istituzione di corsi formativi per qualificarne l’attività, adeguandola ai bisogni di cura e di primo soccorso che si intercettano. L’attestato di competenza ottenuto varrà come credito formativo per l’accesso a ulteriori percorsi formativi. Stiamo parlando di una figura professionale preziosa, il cui lavoro consente alle persone con fragilità di continuare a vivere nelle mura domestiche evitando l’ospedalizzazione. Investire sulla loro formazione significa aumentare la qualità della vita di chi assistono e consentire un risparmio della spesa sanitaria». Altra novità sono appunto i registri territoriali: «I comuni hanno facoltà di istituire appositi registri dove acquisire informazioni sulle competenze degli assistenti familiari e sulle loro disponibilità orarie, consultabili presso sportelli che lo stesso ente può mettere a disposizione in collaborazione con i soggetti del Terzo settore». L’iscrizione al registro non è obbligatoria, tuttavia favorisce una maggior trasparenza nell’incontro tra domanda e offerta. «Si tenga poi conto – ha chiarito ancora l’esponente Ncd – che in questa grave fase di recessione economica le stesse famiglie rischiano di essere ancora più fragili, costrette a sostenere finanziariamente un’alta percentuale dei costi dell’assistenza e quindi più esposte al rischio di attivare forme di lavoro sommerso». Da questo punto di vista, la nuova legge mette a disposizione «forme di sostegno economico proprio a favore delle famiglie». «Si tratta – ha concluso Malvezzi – di un provvedimento di giustizia sociale».

19 Maggio 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/05/20 - 06:06

    Secondo voi questo dovrebbe ridurre il numero di badanti irregolari? Ma secondo me no, avranno solo più regole ed oneri chi opera nella legalità...

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