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CREMONA

«No alla Buona scuola di Renzi»

Martedì mattina oltre 200 tra insegnanti e personale non docente davanti alla Prefettura

«No alla Buona scuola di Renzi»

CREMONA - «Era anni che non si vedeva una manifestazione così partecipata, ci voleva la Buona Scuola di Renzi per svegliare la categoria», dice un prof. da anni in pensione ma che per solidarietà ha partecipato al sit-in e alla manifestazione contro la riforma di Renzi. Oltre duecento manifestanti fra professori e personale non docente hanno protestato davanti alla Prefettura, aderendo alla chiamata dei sindacati FlC Cigil, rappresentato da Laura Valenti, Cisl Scuola con Salvatore Militello, Uil Scuola con Mauro Colafato, Gilda Fgiu con Luigi Maglio e lo Snals, rappresentato da Riccarda Signori. Allo slogan «Una scuola migliore!» i manifestanti hanno bloccato il traffico, chiesto maggiore roispetto per la funzione docente, il rinnovo del contratto, la tutela dei precari. Fra i punti più contestati c’è quello legato allo strapotere dato ai dirigenti scolastici, ma scottanti sono anche il piano delle assunzioni, il contratto, la tutela di chi da anni insegna da precario e vede sottrarsi la possibilità di entrare in ruolo. «La Buona Scuola non è quella che ci prospetta Renzi — tuona Laura Valenti della Cigil —. Il ddl non tiene conto della condizione in cui sono da anni i docenti: malpagati, umiliati nella loro professionalità, per non parlare della condizione vergognosa in cui versano le nostre scuole». C’è chi dice: «Ancora una volta si mette mano alla scuola, ma senza prevedere un piano di investimenti reali». Riccarda Signori dello Snals è quasi disillusa nei toni: «Mentre noi presentavamo il nostro documento unitario con le nostre preoccupazioni e proposte in Prefettura al capo di gabinetto — spiega Signori —, in Parlamento articolo dopo articolo passava il ddl. Ci si sente un po’ impotenti di fronte a questa buona scuola che sta movimentando professori e non solo». Insomma quello che è accaduto ieri al di fuori della Palazzo della Prefettura dà conto di una base che non ci sta, di una preoccupazione reale e concreta per lo strapotere dei presidi, da alcuni definiti «dirigenti solo di nome e non di fatto’, «Abbiamo bisogno di un piano di assunzioni pluriennali che consenta l’assobimento di quanti hanno maturato i requisiti previsti dalla sentenza della Corte Europea ma soprattutto di intervenire stralciando la questione della stabilizzazione dal resto del disegno di legge per consentire che le scuole dispongano già dal prossimo anno almeno delle risorse professionali di cui hanno bisogno», si legge nel documento depositato unitariamente in Prefettura.

19 Maggio 2015

Commenti all'articolo

  • renzo

    2015/05/20 - 08:08

    Senza entrare nel merito della riforma in essere, secondo me solo un pazzo assoluto puo' pensare ed ideare una riforma della scuola che accontenti la quasi totalita' degli addetti: quindi MAI!!!!!

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