il network

Domenica 04 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

Michelangelo, l'ultimo abbraccio

Grande folla e commozione ai funerali del 17enne stroncato da una grave malattia

Michelangelo, l'ultimo abbraccio

CREMONA - Si sono celebrati stamattina nella chiesa parrocchiale di San Michele Vetere, i funerali di Michelangelo Barcella, il 17enne stroncato da una malattia. La città si è stretta a mamma Lorenza, a papà Mattia e ai familiari in ogni modo possibile. Dai giovani amici di ‘Barch’, studente del liceo Aselli e giocatore di basket, una vera e propria onda di commozione.

«Mi ha chiesto di dire a tutti di non piangere, ma di pregare. E’ qualcosa di grandioso, come grandiosa è stata la vita di Michelangelo». Queste le parole di don Aldo Manfredini, durante l’omelia, nella chiesa di San Michele talmente piena, questa mattina per i funerali di ‘Barch’ che molti hanno seguito la cerimonia funebre all’esterno. In prima fila i genitori, Lorenza e Mattia, nonni, parenti e e familiari; nell’altra fila gli amici dell’Aselli, della IV A e di altre classi (c’era anche lo stendardo della scuola), che a stento trattenevano le lacrime. La bara di legno chiaro al centro, fiori bianchi e le magliette delle «sue» società sportive, sull’altare i tanti sacerdoti che sono stati all’oratorio di San Michele e che hanno conosciuto Michy. Assemblea commossa, che ha pregato e cantato, con Letizia che ha proclamato la prima lettura. Parole sincere, quelle di don Aldo, che hanno ripercorso la storia di coraggio di Michelangelo e dei suoi familiari, la sua forza nell’accettare un verdetto inatteso, e l’invito finale a ‘fare nuove tutte le cose’, con la forza dell’amore.
Un saluto anche da Andrea e Federico: poche parole per riandare agli incontri nel campetto, alle lunghe chiacchierate, ai compiti fatti insieme, all’esempio ricevuto, per concludere che ‘non ti dimenticheremo, perchè ci hai insegnato che certe montagne si possono scalare con il sorriso’. E sulla piazza gli eloquenti striscioni e l’abbraccio di tante gente ai genitori ed ai familiari.

 

Nel pezzo firmato da Enrico Galletti, il ricordo degli amici e dei compagni di scuola. "C’è tristezza, ma soprattutto tanto dolore, tra gli amici di Michelangelo, 17 anni, studente del liceo Aselli, che lo scorso sabato se ne è andato quasi in punta di piedi dopo l’improvviso aggravarsi delle sue condizioni di salute. Uno dei tanti ricordi arriva proprio dal migliore amico dello studente, Andrea Cadoppi: «Michelangelo – racconta con commozione — per me era a tutti gli effetti un fratello, una di quelle persone delle quali ti fidi ciecamente e che non metteresti mai in discussione. Gentile, sempre disponibile, stava reagendo bene alle cure alle quali era stato costretto a sottoporsi. Si fa fatica infatti a credere che se ne sia proprio andato. Il ricordo più bello, che porterò sempre con me, è quello della nostra vacanza in Salento dell’anno scorso, una serie di momenti indimenticabili, che vivranno sempre con me».
Michelangelo amava lo sport, aveva giocato nel settore giovanile della Vanoli Cremona, ed era un accanito tifoso della Roma. A ricordarlo oggi sono i numerosi compagni di squadra, che hanno condiviso con lui parecchi anni di allemento. «Ho conosciuto Michelangelo all’età di quattro anni, proprio su un campo da basket a San Zeno – racconta Luca Pisacane, suo compagno di classe oltre che di squadra —: aveva sempre il sorriso sul volto ed è riuscito a mantenerlo anche nell’ultimo periodo, nonostante tutto. Appena riusciva a ritagliarsi qualche ora di libertà da ospedali e cure mediche uscivamo insieme, adorava stare con gli amici, anche solo per concedersi un po’ di svago. Avevamo tanti progetti in cantiere, ad esempio quello di una vacanza estiva insieme, visto ormai le sue cure sarebbero state terminate».
I suoi coetanei lo ricordano come un ragazzo gentile, solare, un amico più unico che raro. «Di Michelangelo ricorderò il suo grande coraggio — dice il compagno di banco Paolo Furci —. La forza di questo ragazzo, che l’ha accompagnato e gli ha dato il coraggio di sorridere sempre, sarà un esempio anche per me. Era una persona senza troppe preoccupazioni, viveva la vita al momento. Ci ritrovavamo spesso faccia a faccia a parlare di progetti e di università. Michelangelo mi ha sempre detto di non avere le idee chiare su questo argomento, che avrebbe desiderato fare semplicemente ciò che gli sarebbe piaciuto. Nell’ultimo mese le porte di casa sua erano aperte a tutti, quando tornava dalle cure andavamo sempre a trovarlo, per lui questo era un grande regalo».
Nella IV A Scienze applicate del liceo Aselli, dove ieri mattina sul banco di Michelangelo giaceva un grosso mazzo di fiori, c’è tanta tristezza, come riferisce un compagno di classe: «Tutto si è fermato, per ricordare Miky. Davanti all’ingresso del liceo abbiamo appeso un cartellone che riporta un nostro pensiero: ‘Vivere nel cuore di chi resta non è morire’. E lo pensiamo davvero».
Un’altra compagna di classe, Anna Gogna, si è espressa così: «La nostra conoscenza si limitava solo all’ambito scolastico. Michelangelo era studioso, un bravissimo ragazzo, animava le lezioni con le sue battute, mai eccessive, che apprezzavano persino i professori. Aveva il potere di allontanare la noia, quando questa la faceva da padrona: un esempio per tutti».
E adesso più di prima. Comunque".

12 Maggio 2015

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000