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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

La presidente Boldrini a Cremona

La presidente Boldrini  a Cremona

Galimberti, Bodrini e Pasquali nel salone dei Quadri del Comune

CREMONA - Abitino grigio, pantalone nero, la macchina d’ordinanza lascia Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, davanti alla Prefettura. Passo veloce Boldrini raggiunge piazza Stradivari alle 11,45, poi in via Baldesio all’imbocco con i portici di palazzo Comunale l’abbraccio con il sindaco Gianluca Galimberti: «Alla fine, sindaco, ce l’abbiamo fatta», dice Laura Boldrini ammirata dalla piazza, dopo la foto con alle spalle la mole del Torrazzo. I tempi sono stretti: l’ingresso dallo scalone, un’occhiata alla mostra sulla Shoah allestita in sala degli Alabardieri, spiegata da Ilde Bottoli e Roberta Mozzi, preside dell’Itis e poi nel Salone dei Quadri per l’incontro con le autorità. «E’ un grande onore e la ringrazio anche per lo stile con cui ci siamo presentati. Oggi è un incontro tra istituzioni — ha esordito il primo cittadino —. Mi sono chiesto la parola istituzioni da dove viene. Istituzione contiene in sé il verbo istituire che significa anche fondare. Sicuramente un significato profondo che sta alla base di oggi è quello dell’incontro tra istituzione centrale e istituzione locale». 

 

SERVIZI E FOTO SULLA PROVINCIA DI SABATO 9 MAGGIO

 

L'intervento con cui il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha accolto Laura Boldrini: E' un grande onore e la ringrazio anche per lo stile con cui ci siamo presentati. Oggi è un incontro tra istituzioni. Mi sono chiesto la parola istituzioni da dove viene. Istituzione contiene in sé il verbo istituire che significa anche fondare. Qual è il fondamento che sta alla base dell'incontro tra istituzioni? Sicuramente un significato profondo che sta alla base di oggi è quello dell'incontro tra istituzione centrale e istituzione locale. Noi il 25 aprile abbiamo celebrato una giornata importante, la giornata che ci dice che siamo un paese unito. E allora l'incontro di oggi ci dice che siamo parte di un Paese che vive di istituzioni, donate dal sangue di chi ha dato la vita per questo e queste istituzioni sono legate tra di loro. Ma c'è un ruolo che anche le istituzioni locali devono interpretare: quello di essere in profonda interazione con le istituzioni centrali e viceversa e quello di costruire connessioni con altri territori. Tanti progetti abbiamo che desiderano costruire connessioni con altre città, progetti culturali e commerciali.

C'è un altro significato. Il fondamento delle istituzioni e del rapporto tra istituzioni è la comunità. Oggi in questa sala presenteremo un libro sul 1° maggio di un grande protagonista del nostro territorio che è don Primo Mazzolari. Quelle pagine contengono osservazioni chiave: le istituzioni si rafforzano se servono una comunità rafforzata e una comunità rafforzata rafforza le istituzioni. Ma ci sono dei fili tenui che tengono unita una comunità e tanto è facile spezzarli come tanto è difficile ricongiungerli e faticoso tenerli legati. Oggi viviamo un periodo in cui questi fili sono spezzati con troppa facilità da logiche di individualismo profondo che attraversa le nostre comunità. Noi lo vediamo ogni giorno. Ognuno è abituato a guardare il proprio angolo di orizzonte senza aprire gli occhi rispetto agli orizzonti di cui gli altri sono portatori. C'è bisogno di un cambio mentalità e di investimenti in luoghi che dicano il cambiamento di mentalità, come le scuole. L'investimento sulle scuole è sicuramente una priorità e noi adulti abbiamo una grande responsabilità, quella di tenere saldi i fili della nostra comunità che è fatta di persone.

Le istituzioni che hanno come fondamento la comunità sono sacre e allo stesso tempo rappresentate dalla storia di persone che rappresentano le istituzioni e che portano dentro le istituzioni la ricchezza della propria storia. Allora, la sua storia cosa racconta Presidente? Che se la comunità è fondamento delle istituzioni non può che essere comunità aperta. Quando noi parliamo di immigrazione noi parliamo di chi siamo e queste politiche hanno bisogno di un orizzonte ampio che si chiama Europa, un'Europa che va costruita anche a partire dai territori.
Un altro significato lei racconta: quello di essere donna e le donne hanno tanto da insegnarci anche in termini di capacità di mediazione. Noi abbiamo appena aperto un Centro Locale Parità nel quale crediamo molto e nel quale dobbiamo investire molto.

Ieri avete preso una decisione importante: lo stop ai vitalizi per Parlamentari condannati in via definitiva per reati gravi. Ci dice l'importanza della trasparenza e della legalità e anche su questo noi siamo fortemente impegnati.

Concludo. Qualcuno dice che quando si arriva a Cremona si sente ancora l’energia vitale di Stradivari. Io vorrei raccontare che questa energia sta diventando progetti culturali, economici, di innovazione. Noi abbiamo bisogno di raccontare un desiderio forte di speranza.

Mia figlia, maestra di diversità come ognuno di noi può essere, mi ha detto stamattina quando sono uscito di casa: 'saluta tutti'. Presidente, le riporto i saluti di mia figlia perché ognuno di noi deve stare attento alle voci più fragili che si alzano dalla nostra comunità. E' questa capacità di ascolto di cui noi dobbiamo essere portatori. 'Saluta tutti' vuol dire che le porto i saluti di questa città. Qualunque sia il colore politico, noi ci riconosciamo nelle istituzioni di questo Paese rappresentate dalla storia di persone come lei che tanto hanno da dire in termini di futuro, di innovazione e di speranza. Oggi per noi è giorno di speranza".

 

 

 

 

 

08 Maggio 2015

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