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Martedì 06 Dicembre 2016

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PADERNO

Lampioni da 4 mila euro al mese

Il Comune blocca le bollette. Il sindaco : Enel Energia ha capito l'errore

Lampioni da 4 mila euro al mese

I punti luce davanti al municipio

PADERNO — Quattromila euro al mese (Iva compresa) per i due punti luce di piazza del Revellino. Tutto per un errore costato caro alle casse dell’ente locale, e che solo ora sta per essere risolto grazie a ripetuti e pressanti contatti fra l’amministrazione comunale ed Enel Energia. Una cifra a dir poco esorbitante che il Comune ha pagato per tutto il 2013 e parte del 2014, fino a quando il sindaco Cristiano Strinati, messo sull’avviso dall’ufficio ragioneria, ha detto stop. «Occhio e croce — afferma il primo cittadino — abbiamo pagato fatture per circa 50mila euro. Ma potrebbero anche essere di più, visto che bisognerà ricalcolare l’ultimo triennio. Soldi che ci spettano: potrebbero restituirli, ma non è escluso che si faccia un accordo con la società per cambiare le vecchie lampade a incandescenza dei lampioni dell’illuminazione pubblica con le moderne ed economiche luci a led».

La vicenda è emersa pubblicamente lunedì durante il consiglio comunale, durante la relazione sul bilancio. Stando a quanto emerso in aula consigliare, l’inghippo sarebbe frutto di un errore di trascrizione. «I due punti luce davanti al municipio non sono dei veri e propri lampioni — spiegano dal Comune — sono infatti stati posizionati nella piazzetta in un secondo momento, più che altro per una funzione estetica. Avevano un contratto ad hoc, poi, col mercato libero e i vari e successivi passaggi alla ricerca di operatori nel campo della fornitura dell’energia più convenienti, è successo il pasticcio».

In sostanza, pare che il contratto stilato dal Comune sia per una fornitura di 1,5 kwh, mentre, sempre secondo quanto riferito in consiglio, al gestore risulterebbero ben 150 kwh. La difficoltà, visto anche il numero di contratti — con relativi pagamenti in banca — è stato capire a quali consumi si riferisse tale elevato importo e cosa avesse eventualmente originato l’anomalia. Il 10 novembre 2014, dopo ripetuti solleciti di pagamento, Strinati contatta via mail Enel Energia e la mette giù dura: «Il Comune non paga la fattura emessa e nemmeno le prossime se prima non si fa chiarezza. Riteniamo infatti che ci sia stato un errore». Una decina di giorni fa la società contatta il Comune: «Sta eseguendo il calcolo di quanto pagato in più dall’ente locale a causa di una errata registrazione su un contratto della potenza impegnata — precisa il sindaco — con un rimborso per il comune che supponiamo dovrebbe aggirarsi tra i 50 ed i 100 mila euro. Voglio anche sottolineare che con Enel Energia abbiamo agito con fermezza, proprio perché non si riusciva a capire quale fornitura pubblica dovesse richiedere una tale elevata cifra di spesa. Eravamo anche disposti a vedere interrotta l’erogazione dell’energia, relativa a quella specifica fornitura, pur di capire dove si annidasse l’errore».

La posizione del sindaco e le successive verifiche hanno svelato l’arcano. «Le relazioni fra ente locale e società — conclude Strinati — si sono chiarite nel segno della collaborazione e anche ieri i funzionari Enel hanno dato assicurazione di una rapida e positiva risoluzione della ‘contesa’».

28 Aprile 2015

Commenti all'articolo

  • Giacomo

    2015/04/29 - 15:03

    Un bravissimo al Signor Sindaco.....!!!

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