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CREMONA

Tenta un furto all’Esselunga aiutato dal figlio di 10 anni, poi aggredisce gli addetti

Arrestato un cittadino romeno

Tenta un furto all’Esselunga aiutato dal figlio di 10 anni, poi aggredisce gli addetti

CREMONA - Nel tardo pomeriggio di ieri, sabato 25 aprile, i carabinieri di Cremona, hanno arrestato un cittadino romeno, S.C. di anni 29 residente a Monticelli Pavese (PV) con l'accusa di rapina impropria aggravata dall’impiego di un minore.

L’uomo, unitamente al figlio di anni 10, alle ore 16.30 entrava al supermercato Esselunga di via Ghisleri, riempendo il carrello di ogni bene per il totale, quantificato poi, di € 620,00 circa.

Al momento di pagare, invece di passare dalla cassa, era uscito a ritroso dai varchi destinati all'ingresso dei clienti ma prima aveva fatto passare il figlio sotto le barre automatiche, per poi attivare l’apertura automatica per fare uscire il carrello.

Veniva però notato da personale della vigilanza che lo bloccava, chiedendogli lo scontrino della merce. L’uomo si è scatenato contro gli addetti minacciandoli di morte poi in uno scatto d’ira afferrava l’addetto cercando di farlo cadere in terra. Intervenivano altri colleghi che impedivano peggiori conseguenze limitate a pochi giorni di prognosi per lievi contusioni

Nel frattempo giungeva sul posto equipaggio del Nucleo Radiomobile che ricostruiva la vicenda, dichiarando in stato d’arresto il romeno per rapina aggravata dall’impiego nel reato di minore. Nella serata l’arrestato veniva trasferito presso la Casa Circondariale di Cremona a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sarà giudicato per direttissima.  E' il quarto caso in pochi giorni in cui si verifica una reazione violenta contro il personale di vigilanza.

Il minore veniva affidato ai nonni paterni giunti in città. 

26 Aprile 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/04/27 - 06:06

    Ma che iniziali, mettete nome cognome e soprattutto la foto perché con le nostre leggi questo è già in libertà e dobbiamo capire da chi dobbiamo guardarci, una legislazione seria avrebbe almeno accompagnato il delinquente in Romania e vietato l'accesso in Italia.

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  • enrico

    2015/04/26 - 11:11

    Così tramanda al figlio la propria professione. Insegnando che in Italia se mai preso resti impunito che se non preso il crimine paga a discapito di cittadini anche stranieri onesti.

    Rispondi

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