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Domenica 11 Dicembre 2016

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CREMONA

La nuova Ztl preoccupa e l'Ascom non si fida

L’associazione avanza timori: «Cremona può sopportare l’allargamento delle aree pedonali?»

La nuova Ztl preoccupa e l'Ascom non si fida

La Ztl di piazza Roma

CREMONA - A inizio settimana la petizione, sottoscritta da 55 tra negozianti e titolari di bar e attività di corso Vittorio Emanuele II, depositata in municipio con richiesta di confronto; a metà, i dubbi espressi da Confesercenti con relativa domanda di incontro inoltrata dal presidente Giuseppe Bini; e alla fine ieri, domenica 19 aprile, Confcommercio che con un intervento del suo rappresentante, Fausto Casarin, posiziona i primi paletti e avanza, in coda agli altri, la medesima istanza di condivisione: il commercio si mobilita e, mobilitandosi, sembra compattarsi con il comune obiettivo di avere chiarimenti sulla futura Ztl, la nuova zona a traffico limitato che l’amministrazione sta pianificando e che, prevedendo da una parte l’ampliamento delle aree pedonali e dall’altra, soprattutto, l’inversione degli orari di ingresso ai varchi, con il centro vietato alle auto di giorno e accessibile di sera e di notte, inizia a preoccupare le associazioni.

Premessa morbida, quella del presidente di Ascom: «Da tempo, pur se informalmente, abbiamo chiesto al sindaco e agli assessori competenti una riunione dedicata al riassetto viabilistico e della sosta. Ci siamo mossi non appena hanno iniziato a circolare voci in merito alle linee progettuali che volevano una modifica della zona a traffico limitato. Fino ad oggi, ci è stato ribadito che il documento sarebbe stato condiviso non appena completato: un approccio comunque condivisibile. Ma che ora deve trovare legittimazione in un tavolo costruttivo con tutti i portatori di interesse e con le associazioni. Anche per queste ragioni, come tangibile testimonianza di fiducia nella giunta, non abbiamo protocollato una richiesta ufficiale». Sarà presentata oggi, dando forza alla già protocollata raccolta firme delle imprese. Con sullo sfondo, timori già delineati: «La prima questione — entra nel merito Casarin — è se Cremona possa sopportare un ulteriore ampliamento della Ztl. Forse, considerando il ruolo strategico di piazza Marconi, non serve pensare di dover necessariamente aprire, il giorno o la notte, i varchi per l’accesso al multipiano. Nelle fasce di apertura concorrono ad animare il centro tanto i negozi quanto i pubblici esercizi. Perché occorre per forza sacrificare gli uni o gli altri? Entrambi i comparti sono necessari per fare della città un luogo di aggregazione sociale».

A rischio, nell’ottica di Confcommercio, potrebbe esserci la già limitata vitalità del cuore cittadino: «Che passa anche attraverso la capacità di rispondere in maniera completa alle esigenze dei suoi fruitori. La fortuna dei centri commerciali — traccia il paragone il leader di palazzo Vidoni — sta proprio in questo. Ci sono i negozi ma anche i punti per la ristorazione, i cinema multisala, i centri estetici e quant’altro si può immaginare. Occorre che il centro di Cremona sappia fare altrettanto se davvero lo si vuole rilanciare. Con particolare attenzione ai giovani. Questo pur nel rispetto delle esigenze anche dei residenti. Riconoscendo però il giusto peso alle attese delle imprese».

Le mani avanti. Sulla strada della rivoluzione Ztl. Che non sarà in discesa.

19 Aprile 2015

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