il network

Domenica 11 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

Troppa malattia, niente assegno

Una dipendente comunale. L’ente si mobilita per garantirle il posto, ma serve un aiuto

Troppa malattia, niente assegno

Palazzo comunale a Cremona

CREMONA - Una corsa contro il tempo per mantenere il posto di lavoro. Ma anche per recuperare al più presto un reddito e per recuperare una condizione fisica accettabile, che le permetta di tornare, con gradualità, alle attività di tutti i giorni. Sono settimane decisive per un’impiegata del Comune di Cremona, una cremonese di 47 anni che dal 10 aprile scorso, a seguito del protrarsi delle assenze per malattia oltre i 18 mesi, si è vista azzerare lo stipendio, come peraltro prevedono le norme. Una vicenda che lascia senza parole quella di questa donna (ha lavorato per anni nel settore tributi) che da mesi combatte per le gravi lesioni al tallone, probabilmente non curate al meglio, riportate dopo una caduta domestica. Una via crucis che l’ha portata lontano da Cremona per le cure (in alcune strutture specializzate del centro Italia) ma anche, giocoforza, lontano dall’impiego, fino a quando è scattata la ‘mannaia’ dei regolamenti. Adesso, da un paio di settimane, la 47enne è di nuovo in città. Ha iniziato la fisioterapia, ma per lei si è aperto un periodo di incertezza: senza reddito, con una figlia da mantenere, è dura. Va detto che l’amministrazione comunale, tramite il dirigente al Personale, Maurilio Segalini, ha seguito la vicenda e ha fatto in modo di mettere in sicurezza il posto di lavoro della donna (per i prossimi 18 mesi). Adesso è indispensabile che la 47enne faccia le visite legali previste (Inail e Comune), mercoledì e venerdì prossimi. L’amministrazione si è detta pronta a far lavorare la donna, appena sarà possibilie, nelle mansioni più confacenti alle sue condizioni. E anche questo è un passo in avanti. La 47enne, dal canto suo, ha dato la sua massima disponibilità a rientrare in servizio, anche in mansioni adatte alla sua condizione. La stretta arriva adesso, perché le settimane che arrivano saranno senza introiti. «A livello di assistenza e aiuti, tante chiacchere, tante promesse, ma poche cose concrete. Devo fare delle visite che costano cento euro l’una. Spero di trovare il sostegno di enti, privati, associazioni. Mi serve un aiuto per resistere il periodo necessario a rientrare nei ranghi. Per tornare, finalmente, a una vita normale». Ora si attende che il proverbiale cuore solidale di Cremona faccia la sua parte.

18 Aprile 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/04/19 - 09:09

    Mi dispiace molto per la signora però la realtà è che se invece di dipendente comunale fosse stata una dipendente privata ad oggi sarebbe sicuramente licenziata senza troppi clamori...

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000