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PADERNO PONCHIELLI

"Non ho investito quel bambino"

Denunciata per omissione di soccorso, il suo legale: niente segni sull’auto, non ha urtato il 12enne

"Non ho investito quel bambino"

L’ospedale Maggiore di Cremona

PADERNO — «Non solo non ha investito nessuno, ma quando ha saputo che in paese si parlava di lei come di una pirata della strada si è presentata lei stessa dai carabinieri». E’ diametralmente opposta a quella delineata dagli investigatori la versione dei fatti che espone Elena Mattarozzi, avvocato difensore di di F.S., 43 anni, residente a Paderno, denunciata a piede libero per sinistro stradale ed omissione di soccorso. I fatti risalgono al 27 marzo, quando un 12enne del paese in sella sulla sua bici si era rotto un braccio. Nella ricostruzione dei carabinieri il ragazzino sarebbe stato urtato da un’auto, una Mini Cooper che sarebbe stata appunto guidata da F.S., che avrebbe proseguito senza fermarsi. «Una ricostruzione — scrive l’avvocato Mattarozzi — del tutto falsa: la mia assistita è del tutto estranea ai fatti. Innanzi tutto non sono stati i carabinieri a contattare la donna ma è stata quest’ultima a recarsi dai carabinieri di Casalbuttano il giorno stesso del fatto, perché aveva sentito in paese voci che le attribuivano la responsabilità di conducente di un’auto pirata. Nessuna fuga dal luogo del presunto sinistro, non avendo la signora — sottolinea il legale — avvertito alcun urto». Secondo i carabinieri, sull’auto erano presenti e ben visibili i segni dell’impatto e inoltre non poteva non aver udito l’urto con la bici. Anche qui diametralmente opposta la versione difensiva: «L’auto non riporta affatto evidenti segni di collisione compatibili con la dinamica ipotizzata. Inverosimili — aggiunge Mattarozzi — anche le presunte affermazioni sulle condizioni tali per cui la signora non avrebbe potuto non udire l’urto, non essendo intervenuta alcuna autorità sul presunto luogo del sinistro. La mia assistita — aggiunge il legale — svolge un lavoro di carattere assistenziale a cura della persona, alla quale quotidianamente si dedica con passione. Si è persino premurata, nonostante la falsità delle accuse mosse contro di lei, di accertarsi delle condizioni di salute del bambino, che comunque lei è certa di non aver investito e che viceversa avrebbe di sicuro soccorso. La mia assistita confida comunque che la procura della Repubblica e la magistratura facciano luce sulla realtà dei fatti».

18 Aprile 2015

Commenti all'articolo

  • Giacomo

    2015/04/19 - 17:05

    Probabilmente la denucia l'hanno fatta in buona fede.....!!!

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