il network

Sabato 10 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

Avvocati controllati all'ingresso

Dopo la strage al tribunale di Milano

Avvocati controllati all'ingresso

Controllo delle borse degli avvocati

CREMONA - All’indomani della strage compiuta al palazzo di giustizia di Milano da Claudio Giardiello, l’ imputato di bancarotta fraudolenta che in giacca cravatta, ha eluso la sicurezza, entrando con un finto tesserino di avvocato e in tasca una pistola con due caricatori, da venerdì 10 aprile a Cremona le borse degli avvocati ai raggi del metal detector.

«I controlli all’ingresso del Tribunale saranno intensificati tanto che sarà effettuato un controllo nelle borse e nelle cartelle anche degli avvocati». E’ la mail che la segreteria dell’Ordine degli avvocati di Cremona ha inviato agli oltre 500 iscritti.

E’ ormai da vent’anni che il tribunale di Cremona non affida più, a causa del taglio degli organici, la sua sicurezza a polizia e carabinieri, che in passato si alternavano. L’unico ingresso, nell’omonima via dove ha sede anche la questura, è sempre controllato da due guardie giurate, più una terza fissa nel corridoio che porta agli uffici della procura. Gli ‘sceriffi’ si avvalgono di un metal detector per le persone e di un nastro per cartelle, borse e altri oggetti. Mediamente, le persone che ogni giorno accedono sono 500. I dipendenti sono 50, più i 30 in forza alla procura, i 20 all’Ufficio notifiche e i 10 giudici di pace. I magistrati sono 18, più i dieci got, giudici onorari di tribunale. E poi i pm. Ora anche le borse degli avvocati passano sotto il metal detector.

La cittadella giudiziaria di Cremona è sicura? Nell’ambiente spiegano che la forza di un piccolo tribunale è che la guardia giurata conosce personalmente gli avvocati e i professionisti in generale. Presupposto che al palazzo di giustizia di Milano, dove transitano 20mila avvocati, non c’era. E’ il Comune, in accordo con il ministero, che pubblica periodicamente l’appalto per l’assegnazione del servizio di sorveglianza, ma il tribunale ha chiesto e ottenuto che, anche se cambiano gli istituti privati, le guardie giurate siano sempre le stesse in modo da garantire la continuità della loro esperienza e della loro conoscenza sul campo. Inoltre, a Cremona, a differenza di Milano, c’è da sempre un carabiniere presente all’udienza penale dibattimentale. A Cremona i controlli si sono sempre fatti.

Il problema, semmai, è che le guardie giurate non sono pubblici ufficiali: non possono perquisire, sequestrare e denunciare. Devono chiamare la forza pubblica. Ma la fortuna è che a Cremona questura e tribunale si guardano. In caso di necessità, l’intervento è rapidissimo.

10 Aprile 2015

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000