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CREMONA

Polo di riciclo della plastica, nell'ex Tamoil si può fare

La strada è praticabile, investimento da 30 milioni e 12 nuovi posti di lavoro

Polo di riciclo della plastica, nell'ex Tamoil si può fare

L'ingresso e lo stabile dell'ex Bortolotti

CREMONA - Non è ancora detto si faccia ma è sicuro si possa fare: l’esito dei test eseguiti per mesi in Svizzera, e la successiva valutazione di quei risultati nell’ottica di una sostenibilità finanziaria che deve giocoforza fondarsi su garanzie di economicità, resa produttiva e funzionalità, forniscono certezze sulla tecnologia sperimentale che si pensa di utilizzare e attestano la preliminare fattibilità del polo di recupero e riciclo della plastica nella ex Bortolotti. E’ lì, nei ventimila metri quadrati in fregio alla tangenziale, che Tamoil potrebbe incominciare a reindustrializzare puntando sulla trasformazione delle poliolefine in gasolio. Attraverso un procedimento che potrebbe trovare la sua prima concreta attuazione proprio a Cremona e che si basa non sul semplice riciclo ma, invece, su un processo di conversione che prevede l’impiego esclusivo di polietilene a bassa densità, il polietilene lineare e il polipropilene: sottoposti a intervento in pressione, genererebbero un liquido simile al gasolio che poi, opportunamente miscelato e trattato, potrebbe essere usato come normale carburante.

«In effetti — conferma Aldo Lancia, manager del colosso della raffinazione — la collaborazione avviata due anni fa con una società di Zurigo è quasi completata e ha dato risposte confortanti: il percorso è ovviamente ancora lungo e sono ancora al vaglio aspetti non secondari su questioni legislative ma pensiamo di poter investire in quella direzione». Se non è svolta, poco ci manca. Al punto che la società, a testimonianza di quanto creda in una progettualità il cui studio era stato annunciato per la prima volta nell’ottobre del 2013, si spinge anche a rivelare senza troppa ritrosia i primi numeri: trenta milioni di euro di stanziamento iniziale, una previsione di dodici posti di lavoro, la stima di due anni per portare a regime il sito attrezzato. Di fatto, al netto di ostacoli al momento imprevisti, il segno di una strategia industriale già chiaramente determinata. Se non già pronta per decollare, comunque predisposta perché possa riuscire a farlo mettendosi alla prova del mercato e di un settore che rimane gravato da sofferenze.

«E’ evidente — mostra non a caso qualche residua cautela Lancia — che prima dobbiamo poter contare su rassicurazioni in merito alla convenienza, alla qualità e alla quantità del prodotto che eventualmente andremo a presentare come nuova offerta all’utenza. Ma le analisi che abbiamo commissionato, e che ancora saranno sottoposte ad ulteriori approfondimenti di diversa natura, ci danno in effetti fondati motivi per ritenere percorribile la strada che abbiamo intrapreso».

Non è da escludere che, anche dopo l’eventuale apertura di quella che sarebbe a tutti gli effetti una nuova realtà industriale sul territorio, capace di un impatto positivo sui livelli occupazionali, Tamoil mantenga un rapporto di partnership diretta con l’azienda elvetica specializzata in ricerca. Intanto, salvo ripensamenti, già sparito il cartello ‘vendesi’ rimasto per qualche tempo all’ingresso, l’ex Bortolotti potrebbe tornare a rianimarsi. Riqualificata.

28 Marzo 2015

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