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Martedì 06 Dicembre 2016

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CREMONA

Pontiggia (Pd) sull'inceneritore: improbabile lo spegnimento entro due anni

Pontiggia (Pd) sull'inceneritore: improbabile lo spegnimento entro due anni

La commissione Ambiente riunita a Cremona

CREMONA - Ripensamento, retromarcia? «No, solo presa d’atto dei dati». Comunque sia, una svolta. Francesca Pontiggia, esponente di spicco del Pd, consigliere comunale e presidente della commissione Ambiente, interviene nelle polemiche che infuriano sul futuro dell’inceneritore con una dichiarazione destinata a far discutere, da una parte e dall’altra della barricata, nel centrosinistra come nel centrodestra. "La commissione del 18 marzo è stata fortemente voluta al fine di mettere chiarezza su alcune divergenze interpretative dei dati - scrive Pontiggia - quindi si è ritenuto opportuno creare un momento ufficiale di confronto tra i vari attori di questa complessa partita.

Nei colloqui informali avuti nei giorni che hanno preceduto la commissione - prosegue Francesca Pontiggia - ho avuto conferma che non sarebbe stato un consesso semplice da gestire, tuttavia ha prevalso la volontà di tutti di far emergere i dati e le loro divergenze interpretative, così che, nonostante il perenne clima di tensione i lavori della commissione sono stati portati al termine ed il tema si è sviscerato in tutta la sua complessità.

L’Amministrazione in questi mesi ha messo in campo tutte le forze al fine di dismettere l’impianto di via San Rocco, si consideri che ai tempi della campagna elettorale i ragionamenti erano fatti su un bacino di smaltimento regionale (come normativamente previsto), per cui vi era una capacità di sovraincenerimento, ora con l’entrata in vigore dello Sblocca Italia si ragiona in un ambito nazionale.
Infatti come si è detto durante la commissione il nostro impianto è classificato R1, pertanto ha il requisito di efficienza per poter entrare nella così detta “rete nazionale”, dalle informazioni in mio possesso nel caso in cui si rientrasse in tale circuito lo spegnimento dell’impianto parrebbe configurarsi in un’interruzione di pubblico servizio (ma sono ancora in attesa di un parere tecnico legale sulla tematica).
Stante l’obiettivo politico di arrivare alla graduale dismissione del termovalorizzatore di Cremona, atteso che sono ancora in corso gli studi per definire gli scenari di decommissioning ad oggi ritengo improbabile che si possa spegnere completamente l’impianto entro 2 anni.
Dai dati emersi si può presupporre che tra ammortamenti ancora in essere, ripristini ambientali, impianti sostitutivi per il teleriscaldamento e per il trattamento dei rifiuti l’operazione potrebbe avere un costo di decine di milioni di euro, ma questo è un dato che riguarda il solo impianto di Cremona.
LGH è una holding che racchiude più territori (Cremona, Crema, Lodi, Pavia e Rovato) e con più asset strategici (energia elettrica, rifiuti e gas), pertanto bene ha fatto il sindaco Galimberti a chiedere all’azienda proprietaria dell’impianto di valutare i costi di spegnimento in un’ottica complessiva e sovra territoriale di gestione dei rifiuti ed a far istituire un’apposita commissione di studio aziendale composta da membri di tutti i territori coinvolti. Infatti è tutto l’asset sovra provinciale di gestione dei rifiuti da prendere in considerazione e non solo il comune di Cremona.
Vista la complessità della tematica credo che sia opportuno discuterne in un clima sereno al fine di reperire le migliori soluzioni tecniche ed economiche che le normative attuali consentono di applicare. Come presidente della Commissione ambiente intendo proseguire un percorso informativo puntuale e costante a garanzia della volontà di trasparenza condivisa dalla maggioranza di Governo cui appartengo".

Sull’inceneritore interviene anche Danilo Toninelli, deputato cremonese del Movimento 5 Stellle. “Nei fatti c'è già il fallimento della promessa elettorale di Galimberti di chiudere l’impianto – sostiene, in una nota, il parlamentare del M5S –. In commissione Ambiente, Aem Gestioni ha confermato i nostri sospetti. Nell’ultimo anno l’inceneritore di Cremona è stato oggetto di interventi di miglioramento: 3 milioni e 600 mila euro per il miglioramento della linea fumi, che hanno fatto sì che l’impianto “di grado”. Quale prova migliore del fatto che l'inceneritore continuerà la sua attività?

 

20 Marzo 2015

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