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Sabato 10 Dicembre 2016

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CREMONA

Anche Malvezzi interviene sul caso Zamboni

"Don Rodrigo non ha a che fare con quattro capponi compagni di sventure"

Anche Malvezzi interviene sul caso Zamboni

Federico Zamboni

Anche il consigliere regionale Carlo Malvezzi interviene sul caso Zamboni-Manfredini. 

CREMONA - "Don Rodrigo non ha a che fare con quattro capponi compagni di sventure. Tutto ciò che l'opposizione sta dicendo da tempo attraverso il lavoro intelligente di alcuni consiglieri si è dimostrato vero - si legge  nel comunicato firmato da Malvezzi -: non è possibile dare date certe per la chiusura dell'inceneritore di Cremona ed oggi, dopo mesi di tentativi di occultare dati e documenti che lo dimostravano, anche il sindaco Galimberti ha dovuto capitolare, smentendo le sue mirabolanti e impossibili promesse elettorali e i proclami quotidiani del suo assessore Manfredini di dismettere l'impianto in tre anni. 

Quante bugie, quanta improvvisazione, quanta opacità e quanta arroganza hanno caratterizzato questi primi mesi di mandato.
Riassuntivo di questo modo di concepire l'azione amministrativa è, oggettivamente, il gravissimo episodio delle pressioni esercitate dall'assessore Manfredini nei confronti dell'ottimo presidente di AEM Gestione, Federico Zamboni.


Di fronte alla serietà e alla trasparenza di chi, per compiere il suo dovere istituzionale, era pronto a condividere i dati sull'inceneritore in suo possesso con chi ha il compito di vigilare, si è tentato in tutti i modi, anche i meno ortodossi, di evitare che si conoscesse la verità. Terribile e sconcertante il silenzio in commissione dell'assessore Manfredini, direttamente interpellata a proposito del contenuto delle sue telefonate al Dott. Zamboni. Dopo aver giustificato il boicottaggio della commissione di vigilanza a causa anche della sua assenza, l'assessore si presenta in commissione ambiente e non apre bocca su nessun argomento, neppure quando i tecnici di AEM hanno smentito totalmente la sua linea.
Dopo tutti questi atti - prosegue Malvezzi - , che hanno umiliato le istituzioni cremonesi come mai accaduto nella storia recente della città, e sotto le macerie del castello di promesse miseramente crollato, cosa rimane?
Rimane il percorso serio e interessato a dare risposte utili, scientificamente valide e economicamente sostenibili avviato dall'amministrazione Perri attraverso due iniziative:
1) L’acquisizione di uno studio di sostenibilità del processo di dismissione dell'impianto affidato da LGH ad un gruppo di luminari dell'università di Ingegneria di Pavia i cui risultati sarebbero già noti dal mese di dicembre se l'amministrazione non avesse rinviato la consegna dell'elaborato.
2) Il lavoro del tavolo regionale, attivato grazie al protocollo sottoscritto nel marzo del 2014, al quale partecipano tutti i soggetti tecnici coinvolti e i cui lavori si concluderanno entro il prossimo ottobre.
Rimane anche la consapevolezza di molti cremonesi di aver riposto la propria fiducia in amministratori presuntuosi e pasticcioni che stanno dimostrando di non meritarla.
A tutti i cittadini cremonesi garantiamo il nostro impegno per fare chiarezza sui tanti aspetti rimasti ancora oscuri di questa vicenda". 

20 Marzo 2015

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