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Martedì 06 Dicembre 2016

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CREMONA

Crocifisso del Bertesi, capolavoro ritrovato

Presentata l'opera recuperata dal Lions Club Cremona Duomo

Crocifisso del Bertesi, capolavoro ritrovato

Manara, don Ferri, don Moruzzi, Coppini, Perni e don Bonazzi nella chiesa di san Pietro accanto al Crocifisso

CREMONA - Certe sere non si dimenticano facilmente perché mettono insieme, in un singolare ensemble, arte, cultura, musica ed impegno civile e sociale. E’ successo giovedì sera a San Pietro al Po dove, nella nella chiesa piena di parrocchiani e di cremonesi, è stato presentato il restauro, esemplare, del Cristo crocifisso, opera lignea policroma attribuita a Giacomo Bertesi. Un Cristo agonizzante, per troppo tempo ‘confinato’ in sacrestia, ma che ora ha trovato colore e splendore grazie ai restauratori cremonesi Luciana Manara ed Enrico Perni, ‘un’eccellenza nel settore’, come ha detto monsignor Achille Bonazzi, responsabile dell’ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, nella presentazione, puntuale e ricca di riferimenti, dell’opera, con l’abituale avvertimento che si tratta di opera d’arte e di fese. Ma la parrocchia di San Pietro, con il parroco don Stefano Moruzzi, ha avuto la fortuna di incontrare sui suoi passi il Lions Club Cremona Duomo, presieduto da Cele Coppini (tra l’altro studiosa del Bertesi) che ha finanziato l’intervento. Una tradizione che continua. Bonazzi ha infatti ricordato che trent’anni fa il sodalizio, allora guidato da Adriana Conti, aveva recuperato alcune opere del Battistero.

Perché facciamo questo service? Ha risposto Cele Coppini: «La prima ragione è che il simulacro è apparso sin da subito un capolavoro di straordinaria bellezza e di notevole rilievo, sia liturgico che artistico. La seconda ragione nasce dalla consapevolezza che avvicinarsi a un’opera come questa significa recuperare una parte importante della storia di casa nostra». Ha concluso: «E’ con gioia che questa sera il Lions Club Cremona Duomo restituisce ai cremonesi in tutta la sua bellezza la statua del Crocifisso perché, nel suo struggente pathos, continui ad essere testimonianza di fede, amore e speranza per tutti gli uomini ma anche fonte di ammirazione estetica per gli appassionati di storia patria e impulso a continuare sulla via della salvaguardia del nostro patrimonio artistico e culturale».

Al Lions il grazie di don Moruzzi. Non poteva mancare la grande musica proposta dal Coro Polifonico Cremonese, diretto da Federico Mantovani, ‘rinforzato’ dal Coro di Voci Bianche dell’Istituto Beata Vergine, con il maestro preparatore Diego Pederneschi. Hanno eseguito l’ Inno al Crocifisso, dello stesso Mantovani. Qualcosa di unico e potente, tanto fa fare, pur poco prima delle 23, un applaudito bis. Stesso successo per la ‘grande sinfonia sopra i motivi dello Stabat Mater del celebre Rossini, di Saverio Mercadante, eseguita all’organo dal maestro Marco Ruggeri. Il Polifonico ha strappato gli applausi con brani di Franck e Bruckner, sino all’Ave Verum di Mozart.
Il parroco ha confermato che il Crocifisso sarà esposto, nella ‘meravigliosa chiesa’, fino a Pasqua, poi si troverà una collocazione adeguata. Intanto chi ama le cose belle, può andare a San Pietro. Non rimarrà deluso

14 Marzo 2015

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