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CREMONA

Macchinisti, si cambia
Stop ai ritardi redditizi

Intesa coi sindacati: via la progressione della retribuzione

Macchinisti, si cambia
Stop ai ritardi redditizi

CREMONA - Azzerati i termini del contratto aziendale che riguarda le retribuzioni di macchinismi e capitreno nella parte riguardante il caso emerso nei giorni scorsi: il meccanismo secondo il quale, a fronte di un ritardo, scattava lo straordinario e il personale guadagnava qualcosa di più. L’intesa raggiunta nelle scorse ore da Trenord e sindacati ha modificato l’articolo 54 del contratto aziendale è stata una priorità della nuova Ad di Trenord Cinzia Farisè.

Alla manager la situazione è stata chiara fin dai primi giorni di presenza in azienda, quando ha incontrato e dialogato con il personale, direttamente a bordo dei treni.
L’azienda era da due mesi in trattativa con i sindacati. «Riteniamo che le cause di ritardo siano altrove — ha detto una ventina di giorni fa Farisè — ma abbiamo il dovere di rimuovere ogni alibi. In effetti i miglioramenti registrati negli ultimi due mesi (la puntualità, dati alla mano, è aumentata di dieci punti percentuali) sono stati raggiunti grazie all’impegno di tutto il personale Trenord».
Con la nuova intesa è stata cancellata la progressione della retribuzione in relazione alle ore di guida.
Il nuovo patto non prevede più l’aspetto progressivo e neanche il bonus. Sul sito di Ulitrasposrti si legge che
«la remunerazione variabile del personale ‘di condotta’ istituita ai sensi dell’articolo 54 viene determinata nella misura fissa di 12 euro per ciascuna ora di condotta. In aggiunta a tale remunerazione — spiegano ancora i sindacati — viene istituita una remunerazione variabile di 6 euro per ora rapportata ai minuti di condotta effettuati a partire dalla terza ora. Nel contratto aziendale Trenord firmato nel giugno 2012, invece, era contemplato che le prime due ore fossero pagate 6 euro ciascuna, la terza 9, la quarta 12 e così via».
La vicenda, da molti ribattezzata ‘più rallenti più guadagni’, emersa sulla Milano-Mantova, la linea utilizzata ogni giorno da migliaia di pendolari che risiedono a Cremona e provincia, ha tenuto banco a lungo, nei giorni scorsi, fino ad approdare nei principali programmi televisivi. Domenica scorsa se n’è occupata ‘Domenica In’, il programma di RaiUno, nella parte gestita da Massimo Giletti, durante la quale sono intervenuti anche pendolari e sindacalisti. Ha colpito, in particolare, il racconto di una donna che lavora a Milano: ha accumulato, nell’arco di tutto il 2014, duemila minuti di ritardo.
Va detto che la vicenda dei ‘ritardi redditizi’ è parsa a molti riguardare più aspetti teorici che pratici. Adesso, comunque, il contratto è cambiato.

 

13 Marzo 2015

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